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Con
il suo linguaggio illetterato e sconnesso, Claireece Precious Jones
racconta la sua storia.
Precious ha 16 anni ma ne dimostra almeno
30, è nera, povera e grassa.
A scuola, dove
- testardamente - si reca ogni giorno, è l'obiettivo preferito, a
causa della sua mole e per il ritardo nelle classi di apprendimento,
degli scherzi cattivi dei crudeli compagni.
Tutti
credono che sia ritardata, si disinteressano quindi alla sua persona
fino a quando non si accorgono che è
incinta: la puniscono perciò con l’espulsione.
Precious è incinta, per
la seconda volta, di suo padre: a dodici anni ha messo al mondo una
bambina down, frutto dell’incesto.
Sua madre non è da meno:
gelosa, la schiavizza abusando a sua volta sessualmente di lei.
Precious,
però, seppur semianalfabeta, è intelligente, curiosa, percettiva:
la sua ostinazione a continuare gli studi è in qualche modo dettata
dalla coscienza che l’istruzione è la chiave per sfuggire alla
violenza e all’emarginazione, è ciò che la renderà visibile al
mondo, non più “una macchia di unto nero da lavare via”.
Miss
Rain, la sua insegnante, le darà gli strumenti giusti: saper leggere e
scrivere, la inciterà a tenere un diario.
È l’inizio di un inferno, ma
anche di una redenzione: le prime, incerte parole che Precious
faticosamente mette insieme compongono un quadro di indicibile
violenza e povertà, ma nello stesso tempo materializzano sogni,
sentimenti e desideri.
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