Andrea Ferroni e il Didjeridoo

 

  

Cos’è il didjeridoo.

Il didgeridoo è lo strumento degli aborigeni d’Australia di Arnehm Land, Golfo di Carpenteria e del Kimberleys, zone del Nord Australia.

Classificato negli strumenti aerofoni ad ancia labiale, è costituito da un tronco cavo di un giovane eucalipto; la parte interna è scavata dalle termiti. La sua forma è di tronco forato, un tubo di legno.

La sua origine è antichissima, tuttavia la sua età rimane controversa come sono controverse ma si ipotizza abbia circa 7000 anni.

Al di fuori delle zone di origine, il didgeridoo è uno strumento da considerarsi di utilizzo recente.

Nelle terre d’origine questo strumento è maggiormente conosciuto coi nomi Yidaki e Mago.

In occidente: didjeridu è la prima trascrizione utilizzata per chiamare questo strumento in occidente; didgeridoo, che utilizzerò in questo articolo, pare essere il nome più usato e preferito dai motori di ricerca.

 

L’arte della costruzione tradizionale.

L’arte della costruzione degli yidaki e mago, così come l’arte di suonare, viene tramandata di generazione in generazione scegliendo tra i giovani ragazzi che maggiormente motivati. Questi, col passare del tempo, assumono il ruolo di custodi della tradizione.

Per spazio preferisco tralasciare il metodo di costruzione parlando però della decorazione, fase delicata ed importante. Nelle zone di origine si utilizza la tecnica denominata “rarrk”, una sorta di sovrapposizione di linee fini e parallele a formare forme geometriche; oppure il metodo chiamato “X-ray” dove animali vengono rappresentati mettendo in evidenza le loro ossa o se necessario possono mostrare altri organi (es. lo stomaco ed il suo contenuto se necessari a spiegare la catena alimentare).

La decorazione a puntini detta più comunemente dot painting, che spesso si vede sui didgeridoo, è invece tipica del centro Australia. I didgeridoo, decorati in questo modo, che si trovano nei negozi in Italia e sempre più spesso su ebay sono invece di provenienza Indonesiana e sono ricavati da bamboo o teak. Solo raramente questi strumenti possono essere considerati decenti.

 

Il didgeridoo come strumento musicale contemporaneo.

Con il nome generico di didgeridoo si identificano tutti i generi di tubi sonori.

Oggi infatti si trovano didgeridoo di ogni forma e tipo, a volte creati principalmente per soddisfare il lato estetico, a volte creati con precise intenzioni ed in grado di soddisfare i suonatori più esigenti.

L’elenco dei materiali va dai più semplici e già citati bamboo, teak e tubi in plastica ma anche agave, pasta di canapa, legni nazionali, ma persino vetroresina, vetro, cuoio e tessuti, ceramica, rame, ottone ed altre leghe metalliche in genere. Ma ovviamente la lista potrebbe essere più lunga.

A ricavarsi il maggior spazio tra i suonatori contemporanei sono stati, negli ultimissimi anni, il legno nazionale e la vetroresina.

Il passaggio a questi materiali è stato, per diversi musicisti o almeno per me, un motivo di ordine pratico. Quando iniziai non conoscevo benissimo il mondo di internet, i pochi strumenti in eucalipto esclusivamente non tradizionali che avevo a disposizione erano cari, pesanti, e non mi soddisfacevano. In più se ne ruppero un paio a causa dell’umidità che si accumulava al loro interno suonandoli.

Quindi cominciai a costruirne per me stesso dapprima, successivamente anche per molti altri musicisti. Analogamente in Europa e Nord America, altri costruttori alcuni dei quali molto validi, hanno iniziato a costruire i propri strumenti.

 

Quale musica si suona con il didgeridoo.

Cercare di descrivere o delimitare i campi d’impiego di uno strumento è sempre complicato; non esiste in effetti un impiego ben preciso o impieghi preclusi ad uno o all’altro strumento.

Nella musica tradizionale si possono evidenziare due stili principali, NEAL e WAL, non sono gli unici ma, di essi, è più facile trovare informazioni in rete. NEAL e WAL sono gli acronimi rispettivamente di North East Anrnhem Land e West Arnhem Land, zone situate a nord dei Territori del Nord (vi consiglio vivamente di cercare i relativi video su youtube).

Oggi, numerose band aborigene suonano in maniera analoga in band rock con chitarre elettriche e batterie a seguito ma senza modificare il significato dei loro testi. Una band divenuta icona è la band degli Yothu Yindi.

Decisamente meno divisibile in stili è il genere contemporaneo per cui sarebbe più opportuno parlare di “scuole” piuttosto che di stili. Come nel jazz si sono visti importanti personaggi che hanno passato una mole enorme di materiale, informazioni e soprattutto sperimentazioni, con il didgeridoo sta accadendo la stessa cosa. Alcune persone di spicco, tutte giovanissime, stanno influenzando non poco la scena mondiale grazie tantissimo anche alla rete.

Si va dai tanto odiati e inflazionati “tappetoni” di sottofondo new age ai ritmi più veloci e percussivi.

Andrea Ferroni     

 

 

    

 

 

CD di Musica tradizionale:

Djalu Plays and Teach vol 1 & 2 Song and story from Galpu clan – Djalu Gurruwiwi

Hard Tongue Didgeridoo – Milkay Mununggurr

The David Blanasi tribute album 1998 – 2001 – The White Cocaktoo Performing group

Song from Northern Territory vol 1, 2, 3, 4, 5– Alice Moyle (raccolte)

 

CD di Musica contemporanea:

Creepers Vine and Time - Mark Atkins

Passion – Matthias Mueller

Behind the Mike – Michael Jackson

Didgeridoo Solo – Ondrej Smeykal

Let the Spirit Out – Si Mullumby

Oil and water – Stephen Kent

Baka - Outback (dr. didj)

Breaking through – Andrea Ferroni

Windproject 2008 – didgeridoo solo – andrea Ferroni

 

Libri :

"The DIDGERIDOO discovery" Antichissimo strumento a fiato nel suo viaggio tra tradizione e modernità - Andrea Ferroni e Alberto Furlan - Associazione Culturale Yidaki (italiano)

“The Didgeridoo Phenomenon” From the ancient time to the modern age – AA. VV. – Traumzeit Verlag (inglese o Tedesco)

“From Arnhem Land to Internet” - Karl Neuenfeldt (inglese)

“Why Warriors lie down and die” - Richard Trudgen (inglese)

 

 

FILM:

"10 CANOE" Peter Djigirr, Rolf de Heer - Australia (2006)

"THE TRACKER" Rolf De Heer - Australia (2001)

"IL TRAMONTO DEGLI ABORIGENI" National Geographic Video - USA (2001)

"DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI" di Werner Herzog - Australia (1984)

"LA GENERAZIONE RUBATA" di Phillip Noyce - Australia/USA (1990)

Andrea Ferroni: info@andreaferroni.it

 

 

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