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Con
passi a ritroso, consapevoli, possiamo far risalire l'iconografia
dei graffiti al tempo degli Egiziani - non è follia, e' la
realta' - sino alla Seconda Guerra Mondiale, pero', nessun nome fu
collegato al fenomeno delle scritte sui muri, se non uno: KILROY.
Kilroy
lavorava in una fabbrica di bombe, il suo compito era quello di
esaminare le bombe, forse per verificarne il giusto assemblaggio,
e dopo averlo fatto le bombe portavano, lateralmente, la scritta
"KILROY WAS HERE" ("Kilroy era qui").
Dopo
la revisione le bombe, durante tutta la guerra, prendevano la loro
strada per l'Europa e ne squarciavano il territorio.
Kilroy
divenne quindi famoso.
E,
quando le truppe americane riuscirono a riconquistare le citta'
tenute dai tedeschi, c'era sempre e comunque un soldato che
scriveva "KILROY WAS HERE".
Dopo
la guerra il nome KILROY divenne sinonimo di graffiti, e la fama
di Kilroy si diffuse anche tramite le copertine dei quaderni che i
ragazzi usavano a scuola.
Seguendo
come segugi tracce, orme, odori...
Negli
anni Cinquanta si ebbe un'altra scritta famosa: "BIRD",
o meglio, "BIRD LIVES" (Bird vive). Fu la scritta
che alla morte di Charlie Parker - si proprio lui, il famoso
musicista jazz - si diffuse su tutti i muri e in tutti i jazz club
di New York, quasi a voler colmare il senso di vuoto che la morte
del musicista aveva provocato.
Questo
nuovo "graffito" non ebbe pero' l'impatto e l'importanza
che avevano caratterizzato "KILROY".
Sempre
negli anni Cinquanta due di Philadelphia, CORNBREAD e KOOL EARL
diedero un aiuto consistente nel definire il ruolo degli odierni
scrittori di graffiti.
Dalla
loro storia si intuisce cosa spinge un writer a manifestare il
proprio pensiero sui muri: volere che tutti conoscano il proprio
modo di pensare, la fama, comunicare i propri ideali, la gloria,
riuscire a catturare l'attenzione degli altri, la celebrita',
comunicare il proprio amore.
Ma
torniamo ai due di Philadelphia.
Cornbread
comincio' a "scrivere" per catturare
l'attenzione di una ragazza, ma ben presto il writing, per lui,
divenne una missione cui dedicarsi a tempo pieno e con molto
impegno, sino a "incoronarsi": disegno' il suo stesso
nome con una corona posta sopra le lettere.
Le
gesta di Cornbread e Kool Earl furono riprese e raccontate
dalla stampa nera dell'epoca e i due di Philadelphia non fecero
altro che alimentare al nascita di altri writers.
Alcuni
giornalisti, addirittura, cercarono di annebbiare la fama di
Cornbread creando qualcosa di sbalorditivo, cercando un'idea che
potesse sminuire la fama del writer del momento.
Verso
la fine degli anni Sessanta, pero', a Philadelphia prese piede una
sottocultura che aveva un suo proprio stile di espressione il
"Broadway elegant" e il movimento di Philadelphia seppe
nascondersi a lungo nei passaggi sotterranei.
NEl
1972 Cornbread smise di "scrivere".
Negli
ultimi anni Sessanta, diciamo dal 1967 al 1970, si vide
un'esplosione di nomi sui palazzi, sui muri delle citta'; bande di
writers segnarono, a loro modo, con slogan politici che
riflettevano i mutamenti sociali in atto , le starde delle citta'.
Il
segno della pace era onnipresente sui muri intorno ai campus degli
studenti.
Il
passaggio tra i muri della citta' dei militanti neri si
riconosceva dalle scritte che dicevano "Free Huey"
oppure "Off tha Pig". In molti quartieri, o meglio
periferie, le bandiere portoricane erano dipinte ovunque e spesso
si leggeva: "Viva Puerto Rico libre".
La
prima generazione di writers di New York furono distinti in base
ai nomi che loro stessi avevano scelto e, per lo più, erano
writers del lato alto occidentale di Manhattan.
Molte
storie di writers di altre città americane furono importanti e
costituirono l'ispirazione per molti writers; gente però come
LEE163 del Bronx, UNDERTAKER ASH e FRIENDLY FREDDIE da Brooklin,
giocarono un ruolo molto importante così come la controparte che
dipingeva a Manhattan.
Nel
1971, il "tagging" o "hitting", la cosiddetta
arte delle scritte venne per la prima volta rappresentata
sulle pareti esterne di un treno.
I
primi tag sui treni si presentavano semplici, fatti con una specie
di evidenziatore (con dei pennarelli), e sembrava che l'autore, il
writer, lo avesse fatto uscendo dal treno, quasi come una firma,
come se volesse segnare il treno.
Lo
stile poi comincio' a evolversi e LEE 163RD fu il primo a
trasformare la propria firma in un vero e proprio logo.
I
tempi del semplice scrivere il proprio nome stavano tramontando.
LEE
163RD, insieme al cugino PHASE 2, per piccole genialita'
artistiche divennero i re del Bronx, in contrapposizione a quelli
di Brooklin che si erano gia' costituiti in gruppo: "THE EX
VANDALS".
Fu
poi la volta di un graffiti fatto da una banda, e di quella banda
facevano parte altri due "mitici" che ne erano anche i
capi: SNAKE I e STITCH 1.
L'angolo
che tappezzarono di colori fu chiamato "Writers Corner".
Anche
le ragazze "uscirono" per la prima volta nel 1971 e tra
queste erano molto conosciute BARBARA 62, MICHELE 62 ed EVA 62.
Insieme
ai nomi i graffiti cominciarono a essere corredati di stelle,
punti e spirali; il "fat cap" - specie di bomboletta
spray che permetteva di allargare l'arco del segno - apparve tra
le mani dei writers del 1972, specialmente di SUPER COOL 223 che,
a detta di molti, fu il primo ad applicare criteri precisi
nell'eseguire i graffiti.
E'
dal 1973 che, grazie ad artisti come PISTOL 1, FLINT 707, "le
scritte" cominciarono a essere considerate ARTE. Lo stile dei
graffiti, infatti, in quel periodo ebbe un'ulteriore evoluzione e
si ebbero le prime rappresentazioni in arte 3D.
In
quegli anni Hugo Martinez, fondatore de "United Graffiti
Artists", attraverso i media comincio' a dare risalto ai
writers e ai graffiti, e a quell'elite di wtiters di cui facevano
parte sia PHASE 2, che STITCH 1, che SNAKE 1 e altri.
Richard
Goldstein, giornalista di un quotidiano di New York, scrisse un
articolo sul suo giornale sul movimento dei writers e sui
graffiti; quelle parole costituirono la base di lancio della nuova
generazione di writers.
Tra
il 1976 e il 1980, nuovi stili, ulteriore evoluzione dell'arte
delle scritte e, ovviamente, nuovi writers: PART 1, CHAIN 3 e
altri che si riunirono in gruppi e diedero la parte migliore della
propria arte.
I
gruppi più famosi di quegli anni furono: TMT, TDS, UA, CIA.
Si
videro graffiti e scritte ovunque, sui treni, sulle macchine,
sulle linee della metropolitana ed erano sempre piu' evoluti e
colorati e artisticamente validi.
Presto,
pero', si dipinsero le linee della metropolitana di bianco, subito
dopo in rosso, divennero quindi intoccabili per i writers che
presto smisero di produrre arte.
Un
cosiddetto "zoccolo duro" dei gruppi di writers,
continuarono, su molte altre linee a dipingere; permisero così la
nascita, tra il 1984 e il 1986, di nuovi bravissimi writers sia a
Broadway che in altri luoghi.
Era
solo "l'ultimo colpo di coda", il fenomeno del writing
negli States era destinato a terminare; treni, muri e linee di
metropolitana furono ripulite dei graffiti.
Nel
settembre del 1989 fu ripulito l'ultimo treno e quest'evento
porto' molti writers a decidere di smettere, anche per la
severita' delle leggi emesse.
Proprio
per quelle leggi pochissimi continuarono a dipingere, a mantenere
vivo il movimento che chiamarono "Clean Train Movement".
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