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“La nostra memoria è la nostra
coerenza.”
di Patrizia Spora “La nostra memoria è la nostra coerenza, la ragione, il sentimento. Senza di lei siamo niente”. Queste parole di Luis Bunuel spiegano l'interesse di Genova per la propria storia antica, e il ruolo sempre più centrale che la Superba città di mare riveste oggi nella cultura emergente in tema di emigrazione, grazie anche all'apertura nel 2004 del nuovo Centro Internazionale di Studi sull' Emigrazione Italiana (CISEI) che ha sede al Porto Antico nell'antico palazzo della Commenda di Prà. Il CISEI si propone come punto di riferimento in Italia – o al di qua dell'Atlantico- per istituzioni, studi, e appassionati della materia, rappresentando per l'Italia ciò che Ellis Island è per gli Stati Uniti. Il porto di Ellis Island alla foce del fiume Hudson a New York, che oggi ospita un moderno centro studi e museo su immigrazione ed emigrazione è stato per anni la maggior frontiera d'ingresso per gli immigrati accogliendo più di 20 milioni di aspiranti cittadini statunitensi. Il lavoro del CISEI potrebbe apparire un obbiettivo ambizioso, ma i numeri della storia ci danno ragione e testimoniano che nel primo periodo delle grandi migrazioni transoceaniche di massa, Genova è stato il primo porto in Italia per le partenze degli emigranti diretti nelle Americhe. Basti pensare che tra il 1876 e il 1901 gli emigranti imbarcati dallo scalo genovese raggiunsero addirittura quota due milioni a cui si aggiungono 1,7 milioni tra il 1902 e il 1925. Quasi quattro milioni di uomini e di donne che in meno di mezzo secolo hanno scelto la strada del mare lasciando sul percorso poche ma significative tracce. Questo inestimabile scampolo di memoria di lettere, di diari, di oggetti, non può rimanere confinato agli archivi familiari con tutti i rischi evidenti di dispersione, ma dovrebbe – e questo è il compito del CISEI- diventare patrimonio comune della nostra civiltà. Un patrimonio che costituisce una grande ricchezza sia per i popoli emigranti e in movimento, che per le nazioni e i popoli che accolgono migliaia di persone, in una moltitudine di viaggi, partenze e ritorni della speranza, che si estendono a Napoli e Palermo, ma che vogliamo far partire da Genova, scalo italiano più grande. Città di mare, porto di emigranti. Genova lo è da sempre. Ma per più di un secolo dall’Unità d’Italia in poi, le banchine genovesi e l’area portuale sono stati tutto un brulicare di uomini, donne, bambini, bagagli, in attesa di prendere il mare destinazione le promesse Americhe. La città e il porto ne conservano ancora i segni. L’espansione tardo ottocentesca dello scalo trasformò il vecchio ponte Federico Guglielmo, pontile d’attracco per i primi transatlantici, in una struttura molto simile all’attuale stazione marittima, articolata, capace di accogliere i flussi migratori che quotidianamente arrivavano a Genova dal Nord Europa e da tutto lo stivale –dal Veneto alla Sicilia- per affrontare la traversata transoceanica. E Genova, che fino ad allora era stata essenzialmente porta tramite cui transitava ogni genere di merce, fu costretta a convertire in parte la propria vocazione commerciale a quel nuovo e strano traffico. Fu così che nel giro di una manciata d’anni in città fu tutto un fiorire di compagnie di navigazione, di agenzie di emigrazione, ricoveri per emigranti, osterie. E’ al recupero di questa memoria, dimenticata dalle cronache dei libri di storia, che il CISEI dedica il suo lavoro di ricerca, per un tributo quasi doveroso ad un capitolo significativo della nostra storia: ovvero aver riportato l’attenzione della comunità e dei media ad un tema che fino ad oggi era stato rimosso dall’immaginario collettivo della città di Genova e dell’ Italia. L'emigrazione, tema sociale e culturale di grande fascino che per molti anni è stata solo una difficile condizione, vissuta oggi dai molti stranieri che approdano in Italia, è anche una grandissima risorsa economica che diventa più che mai momento di riflessione tra memoria e attualità, in un viaggio che attraversa storia, letteratura, musica, cinema, giornalismo e politica, per raccontare le storie di quei milioni di paesani partiti per le Americhe, ma anche le storie di professionisti, artigiani, operai, e semplici persone “ senza arte ne parte”, gente comune mossa dalla gran voglia di lavorare e migliorarsi. Il CISEI di Genova, nello storico e suggestivo palazzo della Commenda di Prà del XII Secolo, regala un affascinante viaggio attraverso quelle storie e esistenze che molti Italiani hanno saputo intrecciare e realizzare in altri paesi e con altre società, offrendoci un patrimonio storico multi culturale di grande valore per il nostro presente e il nostro futuro, perché come diceva Luis Bunuel “Una vita senza memoria non sarebbe una vita, così come un’intelligenza senza la possibilità di esprimersi non sarebbe un ‘intelligenza”. Patrizia
Spora
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