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Con l'intento di poter collaborare all'attuazione di un ammodernamento dell'arsenale a indirizzo culturale, riceviamo da XLabFactory, e pubblichiamo quest'iniziativa che riteniamo molto valida. 

ARS GENIUS - Arsenale di La Spezia

 

   

L’occasione del 140° anniversario dell’apertura dell’Arsenale di La Spezia (1869-2009), affidata all’organizzazione del Comandante Gargano con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di La Spezia, non è oggi solo un appuntamento formale per una cerimonia istituzionale, ma assume un grande valore simbolico a fronte della  volontà e dei numerosi progetti di recupero e rivalorizzazione di tutta l’area dell’Arsenale militare e del suo patrimonio storico di documenti, macchinari,  spazi operativi e risorse umane. 

Un progetto di grande respiro che potrebbe diventare una vera e propria Rinascita  non solo per l’Arsenale in quanto tale, ma per tutta la Città e la Provincia della Spezia,  attirando investimenti, forza lavoro e anche nuove iniziative per la formazione, la cultura e l’arte. 

E’ con questo spirito che la compagnia-associazione culturale Xlabfactory, attraverso la  direzione produttiva del suo presidente Anna Maria Monteverdi, ha avviato da questa primavera una collaborazione assidua e continuativa con i vertici locali della Marina, prima con il sostegno del Comune e ora con quello della Fondazione Cassa di Risparmio. 

Realizzando un progetto culturale di promozione e valorizzazione dell’Arsenale attraverso due spettacoli teatrali (La vista del Mondo, su testo di Cozzani, regia di Memè Perlini, con Jole Rosa, a marzo 2009, e Message in a Bottle, regia e drammaturgia di Andrea Balzola, da Byron,  Mary e Percy Shelley, con Francesca Della Monica, Jole Rosa e Massimo Verdastro, giugno 2009), che per la prima volta nella storia si sono svolti al suo interno, ma aprendosi al pubblico della città. 

Per questi spettacoli sono stati utilizzati gli spazi esterni dei bacini di carenaggio egli spazi interni  dell’Officina Carpentieri e Calafati dove si costruivano le parti in legno delle navi e dove attualmente  si trova il mitico leudo “Felice Manin” in fase di restauro, diventato per l’occasione palcoscenico  teatrale insieme ad un’altra imbarcazione dismessa. 

La straordinaria affluenza e il successo di pubblico hanno dimostrato il grande interesse da parte della cittadinanza per una realtà che ha segnato  indelebilmente la storia della città negli ultimi 200 anni e le grandi prospettive che si possono aprire di un uso potenziato e differenziato nelle destinazioni dell’area. 

Sulla base di queste felici esperienze siamo stati chiamati come Xlabfactory a fare un nuovo  progetto, concepito appositamente per il 140° anniversario dell’apertura dell’Arsenale. 

In un primo momento si era pensato a un nuovo spettacolo, poi, per ragioni economiche e di tempo, ci siamo orientati alla realizzazione di una videoinstallazione (del noto video artista Theo Eshetu)  con una drammaturgia testuale (a cura di Andrea Balzola) e sonora (del musicista sound designer Mauro Lupone), il cui scopo è di evocare in modo artistico e poetico la “grande anima”  dell’Arsenale.

I temi fondamentali del progetto complessivo di allestimento (a cura dell’architetto Marco Condotti) sono gli uomini, il lavoro, l'ingegno, la ricerca, che noi interpretiamo ricostruendo liberamente i passaggi fondamentali della progettazione e costruzione dell’Arsenale, ad opera di Domenico Chiodo.  

La memoria di uomini, oggi sconosciuti, come i maestri d’arte, i capofficina, gli ingegneri e gli  ufficiali del Genio della Marina, o noti, come Guglielmo Marconi, che attraverso il loro genio,  la loro ricerca e il loro lavoro nell’Arsenale hanno contribuito in modo determinante allo  sviluppo delle invenzioni e delle tecniche della Marineria e delle telecomunicazioni, oltre che al benessere  e al prestigio della città e della nazione. 

L’architetto Gianfranco Ricco è stato chiamato proprio  a immaginare una possibile utilizzazione e valorizzazione di uno spazio chiave dell’Arsenale,  la Fonderia come Padiglione d’arte e di memoria. 

La memoria storica (che è condizione fondamentale per la formazione di un patrimonio culturale, humus di soggetti attivi e consapevoli nella realtà), oggi è quantitativamente estesa dalla tecnologia digitale, ma nello stesso tempo viene cancellata continuamente dalla cronaca mediatica del presente, costantemente riscritta come un palinsesto attraverso una stratificazione saturante. 

Qualsiasi evento sia sociale che culturale, anche di grande portata (ne sono purtroppo esempio le guerre e le catastrofi umanitarie di questi decenni), non ha un tempo di deposito e di riflessione, perché è immediatamente sovrimpresso da una sequenza ininterrotta di altri eventi. 

La scrittura che abbiamo per immaginato per ARS GENIUS ritrova una funzione più che mai vitale, quella di ancorare la proliferazione di immagini, oggetti e parole a una memoria poetica, civile, simbolica e riflessiva capace di depositare le tracce di un processo artistico che è nello stesso tempo una nuova visione del mondo. 

Una visione che per esplicitarsi ha bisogno di nuove coordinate espressive e nuovi strumenti comunicativi; infatti, tanto la memoria quanto il comportamento necessitano oggi più che mai di essere interpretati e trasmessi sinesteticamente, cioè attraverso un’esperienza plurisensoriale che renda conto delle indissolubili interazioni che avvengono nel nostro scenario quotidiano tra modelli narrativi, modelli iconici, modelli sonori, modelli tattili e olfattivi. 

Le immagini mescoleranno il ritratto al presente di un Arsenale affascinante, ma in stato di abbandono, di inattività  e di attesa con tracce fotografiche e filmate di un passato glorioso, florido e drammatico, dove l’Arsenale  pulsava di vita e di attività. 

E’ come se noi evocassimo e ripresentassimo al pubblico di questa celebrazione,  in forma simbolica ed emblematica, il grande spirito costruttivo di tante persone e tante generazioni che ha  animato la storia dell’Arsenale, come auspicio di una piena rinascita e riconversione in un futuro più prossimo  possibile di questo spazio così denso di memorie e così ricco di potenzialità. 

Il nostro progetto installattivo videosonoro, il cui titolo è ARS & NAVIS, che evoca nel suono l’Arsenale e unisce idealmente l’arte alle navi, non ha assolutamente alcuna pretesa di essere una documentazione  storica e scientifica dell’Arsenale (competenza degli storici e degli addetti ai lavori), o di rappresentare,  nemmeno in modo parziale, l’insieme complesso dei suoi aspetti militari, tecnici, economici e professionali.  

Intende invece suscitare emozione e curiosità, dare senso poetico alla memoria del lavoro e dell’ingegno  collettivo, attraverso la nostra personale interpretazione artistica. 

Con un messaggio fondamentale: i luoghi continuano a conservare l’anima di chi intensamente li ha vissuti e riempiti con il proprio genio e il proprio lavoro, e l’arte ha la facoltà “magica” di far rivivere questa memoria, affinché non resti lettera morta ma susciti negli uomini del presente il desiderio e la forza di far rivivere quegli stessi luoghi con opere nuove e rigenerati orizzonti.

 

 

    

 

Xlabfactory e White Light Production

ARS & NAVIS

Videoinstallazione di Theo Eshetu, in collaborazione con Samuele Malfatti

Sound Design di Mauro Lupone

Direzione artistica, drammaturgia e testi a cura di Andrea Balzola

Voci di Jole Rosa, Massimo Verdastro, Emanuela Villagrossi

Direzione di Produzione e ricerca fonti Anna Maria Monteverdi

Collaborazione alle ricerche di Silvio Combi con la collaborazione di Francesco Cresci

(Fonti iconografiche: Archivio dell’Arsenale M.M. della Spezia e Museo Navale, Cineteca di Bologna)

 

 

Il progetto prevede una videoinstallazione con una drammaturgia sonora, situata all’interno dell’Arsenale, nel capannone vuoto adiacente a quello in uso della Corderia. Consiste in un grande schermo situato al fondo del capannone (uno schermo in lino trattato 16/9 7m x 4 circa, orizzontale) sul quale sono video proiettate immagini dell’Arsenale attuale, che si miscelano artisticamente con immagini d’epoca dell’Arsenale, (fotografie e sequenze filmate).

 

La durata prevista del video sonoro è di circa 20 minuti (da ripetersi eventualmente in loop).

 

La parte sonora si compone delle voci di 3 attori intrecciate a una trama sonora che evoca l’ambiente dell’Arsenale (attività di cantiere, attività lavorative, suoni di navi, masse d’acqua, etc) e si ispira ad alcune suggestioni del testo.

Una voce narrante principale maschile racconta le fasi principali del progetto e della costruzione dell’Arsenale (tratte dalla testimonianza diretta del suo progettista-costruttore Domenico Chiodo) che  si alterna con 2 voci femminili che raccontano personaggi sconosciuti (capiofficina di vari reparti, ingegneri e progettisti navali, ufficiali del Genio) ma protagonisti nei momenti d’oro dell’Arsenale di importanti invenzioni e di una straordinaria etica del lavoro, insieme a personaggi noti come Guglielmo Marconi, i cui esperimenti (poco noti ai non addetti) di radiotelegrafia fatti in Arsenale e su mezzi della Marina a La spezia rappresentano un punto di partenza fondamentale per l’uso delle nuove telecomunicazioni sui mezzi di trasporto .

 

 

 

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