... e Babele?

di Pia Luigia Basile

 Nella Bibbia, nel libro della Genesi, capitolo XI versetti 1,9, è scritto che la torre di Babele si trovava nella Sennar (Mesopotamia, Iran).Gli uomini vollero costruire la torre per raggiungere il cielo, quindi eguagliare l’altezza divina. Secondo Dio si trattò di un atto di superbia, e pertanto decise di dividere il gruppo in tante tribù, ognuna con la propria lingua, in modo che non si capissero e quindi non ci fosse modo di comunicare facilmente come prima.

Il grande storico greco Erodoto giunge a Babilonia verso la metà del quinto secolo a.C. e vide un grande edificio, secondo lo storico , esso era formato da otto torri, inoltre aggiunse  che la costruzione era di otto torri, una sull’altra con un tempio sull’ultima torre, cioè la nona.

La torre in realtà fu distrutta da Serse,quattro secoli prima, essa era ormai irriconoscibile.

Pare che nel mondo antico, ogni città avesse una propria torre, ogni città antica della Mesopotamia aveva un ammasso di pietrame, testimoniando la distruzione di una torre.Uno di quegli ammassi poteva essere la torre di Babele.

Gli archeologi sostengono che queste torri si chiamavano “ziqqurat”, dalla radice “zqr” che vuol dire "costruire in alto". Le “ziqqurat” non erano tombe bensì templi, simili alle piramidi a gradoni mesoamericane.

Si è pensato che le “ziqqurat” altro non fossero che il ricordo della montagna da cui pervennero i Sumeri.

Secondo lo storico greco Diodoro le “ziqqurat “ esistevano per osservare il firmamento.

Erodoto storico greco, sosteneva che in cima ci fosse un letto perché si consumasse il matrimonio sacro tra la grande sacerdotessa e il sovrano investe di Dio.

La torre di Babele era detta “etemenanki” cioè pietra di fondazione, tra il cielo e la terra, detta anche Betel.

Il numero sette per i Babilonesi era il numero perfetto, dunque il numero sette indicava la perfezione. Questo numero era l’ideale anche per i Sumeri, allora è probabile che i primi ad abitare la Mesopotamia siano stati i Sumeri.

La torre di Babele era dunque la "ziqqurat" di Babilonia.

Durante il Medio Evo si ebbe un interesse notevole per la Torre di Babele, infatti un tale Beniamino di Tudela, ebreo spagnolo, partì per un lungo viaggio per visitare la famosa torre. Viaggiò fino all’odierno Iraq e andò a Gerusalemme dopo essere passato in Libano e Siria;  giunse quindi a Baghdad e poi a Samara dove però visitò, credendola la Torre di Babele, Malawiyya, il minareto della moschea.

  L’archeologo Koldway diresse gli scavi di Babilonia dal1899 al1917 scoprendo l’immensa città e la sua torre. Ricerche più recenti hanno dimostrato che  quella era proprio la terra più antica della torre. Il Koldway

scoprì tre fasi della torre di Babele, una fase sumera, il restauro e poi la grande torre di novanta metri di lato,le scale della torre erano di tipo sumerico,come nella “ziqqurat” di Ur, città degli Urriti.

E’ possibile che la torre di Babele non fosse quella scoperta dal Koldway,ma un’altra successiva che da studi e ricerche pare esistita.Siamo in un’epoca incerta, forse in un epoca cassita, come quella di AqarQuf,nulla proibisce di pensare che ad erigerla sia stato il grande Hammurabi, conquistatore della Mesopotamia, il grande legislatore di Babilonia (codice di Hammurabi).

Nulla sappiamo sulla prima torre costruita, ci sono stati vari rifacimenti a causa del terreno franoso. Dobbiamo risalire agli inizi del VII secolo a.C. quando Sennacherib, il re assiro scese in guerra contro Babilonia e incendiò tutta la città, scomparve anche la torre di Babele. Assurbanipal re degli Assiri continuò l’opera del suo predecessore.

Il re dei Persiani Serse tornò a Babilonia e poiché i Babilonesi si erano ribellati, Serse distrusse il complesso templare, la torre di Babele si ridusse ad un ammasso di rovine.

Alessandro Magno fece spianare il terreno ma si rese conto che il lavoro era impossibile.

Da quel tempo la torre non fu più ricostruita.

Oggi restano solo le fondamenta.

Sembra probabile che la torre di Babele sia opera dei Sumeri, i primi abitanti della Mesopotamia, perché i gradini della torre erano sette per volta e per i Sumeri il sette era il numero della perfezione.

Pia Luigia Basile

 

 

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