Dalla Pittografia alla scrittura cuneiforme

di  Pia Luigia Basile

Intercorre molto tempo tra la pittografia e la scrittura cuneiforme, ma la seconda è, comunque, una derivazione della prima. 

La Pittografia rappresenta le origini della scrittura e fissava, con disegni convenzionali e stilizzati, il contenuto di un discorso, ma non la forma.

Attraverso la ripetizione e la stilizzazione dei pittogrammi, nelle diverse aree culturali, si è venuto a creare un rapporto stabile tra il simbolo grafico e il suo significato.

L'evoluzione della pittografia condusse al sistema ideografico (Egiziani) in cui i simboli, modificati dall'azione da rappresentare, determinavano il senso di ciò che si voleva comunicate. 

A esempio, l'uomo che correva veniva indicato da un arto inferiore che, invece di essere rappresentato nella forma normale, si disegnava con il ginocchio piegato come, appunto, nell'atto di correre.

Dall'ideografia si giunse quindi alla scrittura cuneiforme i cui caratteri, inizialmente, riproducevano oggetti per poi, evolvendosi, divenire sempre più lineari e simmetrici.

I caratteri cuneiformi furono usati dai Babilonesi, dagli Assiri, dai Medi nonché dai Persiani. Segni cuneiformi, inoltre, furono ritrovati anche in Egitto e in alcuni testi aramaici.

La scrittura cuneiforme, però, è sempre stata storicamente legata al popolo che nel secondo millennio a. C. invase i territori indoeuropei creanso così la loro cultura in un'area ben definita.

Quasi tutti i documenti provengono dagli archivi imperiali dell'epoca trovati a Bogarkoy. Lo studioso Hrozny decifrò i testi ittiti, scritti in cuneiforme sillabico, poco adatto alla notazione di una lingua indoeuropea, ponendo in risalto l'appartenenza della scrittura ittita all'indo-europeo, in particolare alle lingue centum.

Il vocalismo indo-europeo, nel complesso, è conservato; si ritrovano infatti dittonghi brevi continuati da monottonghi .

I dittonghi lunghi hanno solo pochissimi esempi, la scrittura ittita, inoltre, non consente la notazione delle quantità, il consonantismo e la morfologia risultano semplificati rispetto all'indoeuropeo, mentre non è la stessa cosa per il vocalismo.

Comparando la morfologia indo-europea, dagli antichi testi greci e indo-iranici, si nota la scomparsa del duale, mentre i generi sono due: il neutro e il "genus" comune; vi sono invece solo tracce del vocativo e del locativo indoeuropeo.

Gli altri sei casi non sono distinti in classi e il plurale non ha una flessione piena, ma utilizza - in parte - le desinenze del singolare.

Il verbo, invece, presenta solo un tema per il presente e uno per il passato.

 

Pia Luigia Basile

 

La storia della scrittura va dalla creazione del sistema di caratteri, detto "cuneiforme", da parte dei Sumeri all'alfabeto greco, vera e propria rivoluzione culturale e sociale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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