La cultura di Polada

di  Pia Luigia Basile

 

Nella seconda metà del 1800, a Polada (posta in una conca inframorenica, in provincia di Brescia) venne bonificato un laghetto per il recupero della torba; in quell’occasione vennero alla luce importantissimi reperti preistorici che vennero recuperati, sin dal 1872, dal dottor Giovanni Rambotti. In seguito tutta la collezione fu acquistata dal Museo Etnografico Preistorico Pigorini dove ancor oggi possiamo ammirarala. 

La cultura Polada è databile intorno all’età del Bronzo antico (dal 2200 a.C.), la ritroviamo soprattutto nell’Italia settentrionale (Lombardia orientale, il Trentino, il Veneto occidentale, il Piemonte e la Liguria), con insediamenti palafitticoli (con pali conficcati nel terreno in zone lacustri); per la scarsità di interventi di scavo, però, non è possibile, a oggi, avere dati sufficientemente precisi sulle caratteristiche, sulla storia del villaggio insediato nella zona perché la stratigrafia è stata sconvolta durante i lavori di estrazione della torba.

Il materiale raccolto va dai manufatti litici, ai manufatti in osso, in legno, in terracotta, in bronzo; della ceramica ritrovata, inoltre, non è possibile farne una classificazione tipologica anche se si tratta comunque di ceramica vascolare.

Le fogge vascolari, inoltre, erano piuttosto grossolane e gli oggetti erano costituiti da pietra levigata o scheggiata, lavorati in osso o in metallo; molti reperti erano in materiale organico come legno, vimini, cuoio, lino che, grazie all'ambiente umido degli insediamenti, si sono conservati bene.

Nella seconda area - centro padana - abbiamo un tipo di vasellame da mensa, caratterizzato da argilla molto pura, con pochi cristallini: si tratta di tipi vascolari di colore profondo con ingubbiatura velata (ulteriore verniciatura trasparente).

Questo ultimo tipo di ceramica viene considerata nettamente superiore alle ceramiche comuni, tra cui, quella a cordicella (decorazioni della ceramica preistorica), che deriva dal gruppo di Drass-Burg nel “Burgerland” (Germania), è la più antica.

Il bronzo dell’area padana è caratterizzato da quattro diverse fasi: la prima presenta le asce  a margini rialzati, diritti o poco arcuati; la seconda in cui le asce presentano margini più o meno concavi, fortemente rientranti, nella quarta le asce sono a taglio semicircolare, nella terza fase, invece, sono stati rinvenuti pugnali.

Sotto facies, o per dire più semplicemente, un’ulteriore forma della cultura di Polada è la  cultura di Ledro che è divisa in un periodo evoluto e in un periodo molto evoluto, ambedue risalenti alla quarta fase.

L’economia Polada era basata sull’agricoltura , allevamento e la caccia; i manufatti in osso, inoltre, hanno permesso di ricostruire, almeno in parte, la fauna presente all'epoca, nella quale compaiono il bue, il cane, la capra, l’orso, il capriolo, il cervo, il cavallo, i il cinghiale, la percora, il maiale.
La flora era, quasi certamente, costituita da aceri, querce, ontani, olmi, cornioli, tassi

Un’ultima informazione: l’età del Bronzo si suddivide in Bronzo antico, Bronzo medio e Bronzo recente; le tre età coprono uno spazio temporale che va dal 2200 a.C. al 1350 a.C..

 

Pia Luigia Basile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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