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Gli Ospiti |
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Dizionario Familiare per uso privato di
Micha WALD
Iniziazione
Volevo che Simon partisse alla scoperta delle sue
radici, della sua famiglia, di quello che ha sempre
rifiutato in blocco semplicemente perché aveva soltanto
la versione di suo padre, quella logorrea sulla guerra e
sui campi. Quello che Simon ha sempre rinnegato tornerà
durante il viaggio. È come se scoprisse che tutto quello
che suo padre gli ha sempre raccontato, è parte della sua
stessa vita, della sua storia, delle sue nevrosi, dei suoi
fallimenti… Come se il fantasma di suo padre gli dicesse:
“Devi accettare, devi affrontare. Non poi rifiutare
tutto.” Questo viaggio in cui si è imbarcato un po’
forzatamente, gli consentirà di vedere le cose per quelle
che sono. Scoprirà le vestigia di una comunità ebraica
polacca un tempo fiorente, che assomiglia oggi ad una
riunione di fantasmi. Attraversa questo paese affranto che
è la Polonia Postcomunista per arrivare in Ukraina, nel
piccolo paese natale di Ernest, dove si riconcilia in
parte con suo padre e con la sua storia. Non volevo fare
di Simon un “bravo ragazzo”, è un ribelle, che ama e
amerà sempre essere
contro tutto e contro tutti. Il fatto che abbia
preso in ostaggio Hadrien ci lascia pensare che
intraprenda il viaggio anche per lui, anche se spesso si
nasconde dietro il figlio, come quando arriva nella sala
comunitaria e si ritrova di fronte agli anziani che gli
parlano in Yiddish tutto il tempo. Simon è traumatizzato
ed è suo figlio ad aiutarlo a superare queste esperienze
più facilmente, è come se Simon sapesse di non poter
mollare perché suo figlio è presente. Hadrien invece è
più incline ad ascoltare le storie del nonno, vuole
vedere il campo in cui è stato deportato, ecc. È in un
percorso ludico ma curioso, vuole
sapere cosa è successo. Hadrien appartiene alla
terza generazione, è molto meno teso di Simon… Mise
en scène (Regia)
In Voleurs de
Chevaux, risaltava una dimensione molto lirica che non
ritrovo in Simon
Konianski. In una commedia, ciò che
conta sono soprattutto il ritmo e i personaggi. Volevo in
effetti che la regia fosse a loro disposizione: i
personaggi e il loro trovare tutta una serie di oggetti,
di colori, di costumi. L’obiettivo era creare un mondo,
un universo completo e variopinto attorno alla famiglia
Konianski. Nelle inquadrature, il personaggio di Simon è
abbastanza isolato, al principio. Ogni volta che qualcuno
gli si avvicina, è per un confronto, una discussione. È
sempre un po’ in disparte, spesso da solo, nelle
inquadrature, di fronte alle sue contraddizioni. Man mano
che il film va avanti, il personaggio si riappropria dello
spazio centrale e si avvicina agli altri. Durante il
lavoro preliminare, abbiamo guardato molto i film di Wes
Anderson. Adoro il suo modo di trattare le situazioni, i
costumi, gli oggetti, ma i riferimenti al film sono
curiosamente Il Grande Lebowski, Fargo… i fratelli Coen
insomma. Dal punto di vista della composizione di
inquadrature, disposizioni e lavoro plastico
sull’immagine sono eccezionali. È retorico senza essere
pacchiano, esattamente quello che cercavo. Il mio intento
era di realizzare una commedia familiare e popolare. Per
quanto riguarda la gestione dei luoghi, abbiamo fatto in
modo che quanto più si fosse vicini all’Ukraina, tanto
più l’immagine diventasse luminosa, colorata,
cangiante. Il film si illumina raggiungendo la sua
risoluzione definitiva. Infine, per la musica, ho
ripreso l’idea che avevo sviluppato per Alice et Moi.
All’epoca ero partito da una samba che si tribalizzava e
diventava sempre più “black” con percussioni
africane, latine. Seguiva quindi il ritmo indiavolato del
film, creava un contrappeso ed evidenziava la dimensione
di una “pentola a pressione“. Qui invece non ho voluto
avere il Brasile in trasparenza per tutto il film. La
musica sudamericana si sposa bene con la commedia, tutto
si bagna un po’ in un’ambientazione leggermente
tropicale ma allo stesso tempo scontata.
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Simon Konianski in uscita il 9 Aprile 2010
CAST
ARTISTICO SIMON
Jonathan ZACCAÏ ERNEST POPECK
MAURICE Abraham LEBER MALA Irène HERZ HADRIEN Nassim BEN ABDELMOUMEN CORAZON Marta DOMINGO JORGE Ivan FOX CAST TECNICO REGIA E SCENEGGIATURA Micha WALD DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA Jean-Paul DE ZAEYTIJD SCENOGRAFIA Anna FALGUERES SUONO Claude LAHAYE COSTUMI Nadia CHMILEWSKY Lukas Eisenhauer MONTAGGIO Susana ROSSBERG MONTATORE DEL SUONO Claude BEAUGRAND PRODOTTO DA Jacques-Henri Olivier BRONCKART per VERSUS PRODUCTION
COPRODOTTO
DA Carole SCOTTA, Simon ARNAL HAUT ET COURT
Richard LALONDE per FORUM FILMS
Belgio,
Francia, Canada, 2009Durata: 100 min SINOSSI
La famiglia Konianski: Simon, 35 anni, eterno
adolescente, è stato da poco lasciato
dalla donna della sua vita, una danzatrice goy. Ernest, suo padre è
costretto ad ospitarlo temporaneamente. Hadrien, figlio di Simon, è
appassionato dei terribili ricordi del nonno Ernest, ex-deportato. E poi
Maurice, l'anziano zio paranoico, e la zia Mala dalla parlantina facile. Con
la scomparsa di Ernest, il gruppo s’imbarca in un viaggio non privo di
sorprese.
MICHA WALD
Nato a Bruxelles nel 1974, dopo gli studi conclusi
presso l’INSAS [Istituto Nazionale Superiore di Arti Drammatiche],
realizza tre cortometraggi tra cui la commedia Alice
et moi, che gli fa vincere il Petit Rail D’Or alla 43esima Settimana
Internazionale della Critica e una quarantina di altri premi in tutto il
mondo (Premio del Pubblico e Prix du rire al festival di
Clermont-Ferrand, Premio della Giuria dei Giovani a Locarno, Premio Lutin
per il miglior film straniero). Voleurs
de chevaux, il primo lungometraggio, è un affresco storico e drammatico
della cultura cosacca. Uscito nel 2007, selezionato al 60esimo Festival di
Cannes (Sezione Settimana Internazionale della Critica), al Nouveau Cinéma
di Montréal e al Festival di Pusan (Corea). |