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"Lo
Specchio Nero"
di
Eva Songini
Una
copertina di Glamour trasformata in un manifesto del cupo
e dell’irrequieto, vecchie fotografie riportate a nuova
vita in chiave tetra e dissonante, ritratti di sguardi
assenti ma di intensità, di donne bellissime seppur a
tratti deformate, come visioni di una mente distorta, in
trance.
Un’arte ricca di rimandi all’inquietudine, di
sensazioni negative ma appassionanti,che
esprime una personalità emozionata, una sensibilità
visionaria e attenta, focalizzata nella rappresentazione
di sentimenti oscuri, di soggetti, soprattutto femminili,
lontani e sfuggenti. L’arte
di Marco Rea.
Gli
ingredienti caratterizzanti della mostra sono la
definizione e la presentazione di soggetti
che sembrano
guardare il mondo da dietro uno specchio, uno schermo
opaco che ne cela sentimenti e tratti somatici.
Racconto
visivo, passionale e tragico al tempo stesso,
di un mondo immaginario pieno di segreti ed angoli bui.
I
lavori del giovane artista romano sono frutto della
reinterpretazione di immagini preesistenti, foto o
immagini pubblicitarie trasformate ed alterate fino a
perdere quasi del tutto la forma originale.
Volti e
figure, spesso note alla quotidianità, che, svuotate di
tutti i riferimenti al contesto in cui si muovono nella
realtà, svelano un’anima segreta, buia e terrorizzante.
La
tecnica scelta è quella degli spray, moderna e originale
traduzione di una Street Art meno qualunquista.
Caratterizzati
dall’uso prepotente del colore nero ed enfatizzati dai
contrasti con colori forti come il rosso, i quadri
sembrano avere tutti un obbiettivo comune: attirare
l’attenzione attraverso riferimenti a sensazioni fredde,
ad alterazioni della realtà, a deformazioni della normale
percezione delle cose.
Il risultato è un viaggio
appassionante nella sublime atmosfera dell’oscuro, nei
magici e spaventosi scorci della parte buia della mente
umana.
Eva
Songini
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