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Presepi
in Miniatura… la storia di una passione.
di
Raffaele Tiscione
Erano gli anni 50, quando da
piccolo aiutavo ed ammiravo mio
padre durante la “costruzione”
del presepio: si cominciava agli inizi di novembre con
giornali, farina, colla di pesce, il tutto impastato e poi
combinato con il sughero; pian piano veniva su la grotta,
le montagne, i tornanti, le discese, il paesaggio, il
mercato: senza tecnologia in aiuto, ma con tanto, tanto
amore e con i sentimenti religiosi che, da sempre,
rappresentano la nascita.
In
seguito ho ereditato questa tradizione e tramandata ai
miei figli: così è esplosa la passione per il
“piccolo”, forse perché sono sempre stato affascinato dalla miniatura, in quanto
l’uomo vorrebbe rimanere in quella “realtà“ da
bambino, con
quei sentimenti di ingenuità, di felicità e di stupore
che accompagnano i piccoli nel vedere riprodotto, in
piccolo, il mondo dei “grandi”!! Ecco, credo che
questa sia la filosofia delle creazioni in miniatura, la
voglia di abilità, di dimostrare capacità, come, in
contrapposizione, quella di creare in “grande”, come
desiderio di immenso, di raggiungere quanto più possibile
il “Cielo”.
A
parte la manualità che, credo, sia innata, cioè non si
può certo acquisire, quello che mi ha più attratto è la
natura: tutto ciò che può offrire, ovviamente attraverso
la mia visione, per incastonare la natività negli
anfratti dei gusci (siano essi marini o di frutti) o in
foglie o nei rami di vari tronchi d’albero. Certo, la
natura! Che costruisce, senza studi o mezzi (ma forse con
”Intelligenza Superiore”) oggetti incredibili, con
fascino unico ed irripetibile: ed è anche per questo che
ho creato il tema “La Natura Crea il Presepe”.
Ho
proseguito per hobby questo percorso e, nel tempo, è nata
la voglia di confrontarsi con la propria abilità: sempre
“più piccoli”!!, una sfida!!
Ma in primis l’amore, la passione per creare una
“scena” unica, la natività, realizzata e dipinta a
mano, che si armonizza con l’oggetto prescelto, il
paesaggio, composto da piccole casette di sughero
(anch’esse realizzate e dipinte in proprio) che completa
la scena, il tutto unito dal muschio (raccolto
personalmente), in modo tale da far sembrare un
“tutt’uno”.
Un
altro tema da evidenziare è la spiccata cultura del
riciclo: per me è un’attitudine, un’educazione, cioè
non distruggere ciò che la natura ha creato e che
l’uomo ha creato; difatti prediligo materiali di riciclo
convinto che possano essere riutilizzati anche
nell’arte.
E
la commozione impagabile dell’apprezzamento della
maggior parte del pubblico che mi dice:
“sono
oggetti che emettono amore e passione”
…ovviamente
per gli animi sensibili!… Raffaele
Tiscione
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