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Gianmarco
Busetto ci parla di Farmacia Zoo: E'
"E’
come scrutare oltre il vuoto dei giorni e scoprirsi
improvvisamente trafitti dalla disperazione di un solo
istante."
Farmacia
Zoo:E’ non è una Farmacia
Farmacia
Zoo:E’ non è uno Zoo
Farmacia
Zoo:E’ nasce nel Novembre del 2006 da un idea di
Gianmarco Busetto, Drammaturgo, Performer e Regista e di
Anna Novello, Performer ed Organizzatrice. Un’idea che
profumava fascinosamente d’arte e di teatro e puzzava al
contempo di ribellione e di domande irrisolte. Un’ idea
tanto stimolante quanto scomoda e difficile, che però fu
subito accolta e condivisa da Carola Minincleri, Performer
e Regista, da Enrico Pillon, Tecnico Audio e Luci e da due
attori quali Luca Nichetti ed Enrico Corradini. Un’Idea
che decidemmo fin da subito di impegnarci insieme a
tradurre in azione, in carne, in urlo e qualche volta, in
silenzio.
Farmacia
Zoo:E’, dopo due anni, è un collettivo di artisti
che ha la voglia
e il smisurato coraggio di porsi delle domande riguardo a
ciò che li circonda, senza soggiacere alle dinamiche
politiche, sociali ed istituzionali prefisse dalla società
stessa di cui essi fanno parte. In questi due anni di vita
molti gli artisti, oltre a quelli stabili, che con
Farmacia hanno collaborato, Giuliano Piazzaggia, Giorgio
Piccolotto, Fabio Romanato, Max Giolo, Ludovico Giro,
Michele Nodali, Fabio Dubolino, Pasquale Lagonigro, Davide
Venier, Rudi Zocco ed Helder Monaco solo per citarne
alcuni.
Attraverso
la performance teatrale ed artistica, gli happening, la
video-arte, la musica e la poesia in tutte le sue forme,
Farmacia Zoo:E’ traduce in Show (vedi significato
strettamente letterale del termine) tutte i quesiti
formulati e condivisi dai singoli individui che la formano
e che aderiscono ai progetti da essa proposti.
Farmacia
parla del e all’essere umano contemporaneo e cerca di
individuarne i reali bisogni, distinguendoli da quelli
fittizi che la società induce in esso, in un’ attenta
ricerca atta a raggiungere, tramite l’espressione
artistica, la vera radice del necessario.
E’
difficile parlare di un bisogno. Il nostro, qualcuno, per
comodità, lo chiama Teatro, solo perché del teatro
prende a prestito gli spazi e i mezzi,
ma la tirannia del teatro, com’è oggi
comunemente inteso, è una logica alla quale il bisogno di
comunicare che abbiamo, necessariamente rifugge.
Per
rappresentare scenicamente il nostro sguardo sul mondo,
limitarci a mezzi e regole teatrali tradizionali, sarebbe
un’assurda castrazione. L’epoca delle contraddizioni e
della sovraesposizione mediatica è un arsenale d’armi
comunicative, tutte a doppio taglio, il nostro scopo è
quello di impugnarle tutte, cercando di dare ad ognuna il
taglio giusto.
L’immaginario
visivo e poetico a cui Farmacia Zoo:E’ attinge per dar
vita alle proprie performance è quindi vasto e variegato
e, per sua
stessa natura, difficilmente definibile e/o catalogabile.
Immaginate
un requiem per la mancanza di poesia, da cui,
all’improvviso, spunta un grido per denunciare il
bisogno latente che si ha di essa. Immaginate Chopin
costretto a mastrurbarsi su un’immagine di Betty Boop.
Immaginate una lacrima pronta a scendere per tramutarsi in
beffa. Immaginate Pier Paolo Pasolini e Tom Waits che
giocano al dottore con Paperino e Paperina. Immaginate
Jean-Luc Godard, Guy Debord, i Ricchi e Poveri, Emma
Goldman, Caravaggio, Derek Jarman, Charles Bukowski e
Raffalella Carrà che fanno il girotondo nell’atrio di
un centro commerciale o tra le navate di San Pietro.
Immaginate un inno sacro e il soffio del diavolo, chitarre
distorte e Quentin Tarantino. Ma immaginate anche il
vostro vicino, il vostro telecomando, vostra madre e
vostro padre, le vesciche dei vostri piedi e il vostro
conto in banca. Immaginate le vostre rate, il vostro posto
di lavoro, la vostra auto guidata da un guerrigliero afgano. Immaginate
George W. Bush che scappa vestito da Batman per non
venire investito. Immaginate di essere costretti a
scattarvi una foto solo per accennare un sorriso.
Immaginate, ora, quel sorriso e il fatto che potrebbe nascere o morire
nell’istante stesso in cui l’avete immaginato. Come
qualsiasi altra cosa d’altronde. Come qualsiasi altra
cosa.
Immaginare
per Farmacia Zoo.E’ significa guardare le cose, i fatti
e le emozioni della vita quotidiana, sia essa privata,
sociale o politica, attraverso un’ottica differente da
quella che ci viene comunemente imposta dai media e dalle
istituzioni.
Farmacia
non impone, con le sue performance, nuovi modelli o nuove
vie da seguire, semplicemente, suggerisce allo spettatore
nuovi percorsi che siano il più possibile alternativi al
vuoto.
In
questi due anni di vita e di creazione condivisa, opere
come Pornografie, Oggi E’ Solo Salsa Piccante,
Propaganda, Le Usanze Sessuali Dei Rivoluzionari Ai Tempi
Del Coma e Je T’Aime Moi Non Plus (in fase di
lavorazione), hanno delineato un’esplicita volontà, da
parte dell’intera compagine, di non voler scendere a
nessun compromesso con quella maggioranza di pubblico che
si aspetta dalla visione di una messinscena nient’altro
che svago ed intrattenimento.
A
noi non interessa compiacere il pubblico, essere gradevoli
ed assecondare la loro volontà d’evasione. Noi, a
nostro modo, mettiamo in scena la realtà, nuda, te la
sbattiamo in faccia come un pezzo di carne cruda nel bel
mezzo del cenone di Capodanno. A noi non interessa che il
pubblico possa sentirsi indignato per questo, che possa
andarsene dalla sala, e parlar di noi come meri
provocatori. Quel che a noi interessa, è prefiggerci un
obbiettivo scenico e raggiungerlo attraverso i linguaggi
che ci sono propri. Se
anche una sola persona, dopo aver visto le nostre
performance, sarà in grado di porsi delle nuove domande,
per noi sarà già una squisita vittoria. A tutte le altre
consiglio una puntata di Caramba o un film dei Vanzina.
Gianmarco
Busetto
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