|
PIOVE
L'eco
dei tuoni si abbatte sulla linea del tempo
sembra
rimproverare il cielo nero quel suono di guerra.
Schizzano
lacrime sulla terra calda,
lingue
di fuoco, gocce gravide di tormento… esplodono.
Mille
frammenti di specchio sospesi nel vuoto, irrompono
in
questo quadro silente, flettono il senso, del mio, tuo respiro.
Lame
insidiose, accarezzan la pelle del vento, soffia
quel
turbine, si difende.
Timorosa
la luna si copre di nuvole vellutate.
Impietrita
la notte sta a guardare, sospira e pensa alle nozze col sole,
alla
nuova luce, che domani, coprirà di balsamo le distese del
mondo.
PERCORSI
Come
dentro un carillon,
ogni
passo
un
suono
acuto
e
malinconico,
campane
ovattate
dondolano.
Paura
e gelo,
nelle
tenebre,
mi
muovo
muta
e triste,
su
punte di cristallo.
Lacrime
di vetro inchiodano il vuoto.
Non
riesco a sfuggirne,
non
riesco a liberarmene…
ancora
una volta mi sento leggera
nella
danza con la morte.
Mi
volto di soppiatto,
il
candore diventa luce pallida,
il
volto di gesso,
sento
il veleno corrodere le mie guance,
segna
di nero la pelle fredda,
brucia!
Non
un salto,
è
una battaglia,
dove
ogni mossa
restituisce
una parte di me.
AMORTE
Ero
un fiore dalle guance rosa,
rotta una lacrima nel buio,
mille sfaccettature di cristallo.
M’incamminai decisa verso il fuoco…
e quell’inferno
travolse la pelle di ghiaccio.
In bilico,
sopra un nastro consunto di aspettative,
le vidi dissolte poi
nel tempo.
Io,
in una danza macabra,
ero la dama.
Stavo per fondermi col marcio odore del silenzio…
poi la luce mi sfiorò.
Il tradimento,inevitabile,mi travolse.
Ella tornò,
bussò
alla mia porta,musa di polvere,
m’avvolgeva d’angoscia,nel suo
nero drappo.
Cedetti.
Instancabile amante,
ancora m’accarezza.
Il dolce miele della morte,
ancora m’accarezza.
|