Svestii la pelle,
battuta da venti e piogge,
scivolo'
(ammasso ormai informe),
s'abbandono'
alla nuda terra;
solo allora mi violo',
invadente e devastante,
il senso della vita:
ruvido,
inarrestabile, imponente.
DISCONNESSIONE
Sillabe,
parole sconnesse,
dissolte in eco lontane,
evocano
sagome dell’inconscio:
venerabili canuti umani,
ombre bestiali,
totem in_naturali.
Distorte scene oniriche
svaniscono,
- sollevano maschere corrucciate -
R I
V E L A
N O
ego e alter ego
stremati, stracciati, feriti.
NOSTALGHIA
Muovono
ricordi
antiche scene
di odori di
persone vissute,
linee di vita ab _ rase
su mani
da lustri ormai senza gesto,
celate alla luce.
Occhi chiusi,
scrigni
di vissuti inespressi,
di saperi occultati,
di tradizioni disperse.