Il vero autore delle poesie di seguito riportate  è Salvatore Cucca che nasce nel 1918 a Fonni, Nuoro in Sardegna,fin da ragazzo manifesta intelligenza vivace e creativa. Completa gli studi ginnasiali nel 1934, si trasferisce poi in un istituto magistrale che gli consentirà di avere presto uno stipendio per supportare l’economia familiare. A diciotto anni è maestro elementare, a venti anni nel 1938,è insegnante di ruolo. Coltiva la poesia sin da giovanissimo, pubblica scritti e poesie in riviste e giornali sia in Sardegna che nel resto d’Italia, ottenendo attestati e riconoscimenti per i suoi lavori. Nel 1948 si laurea in materie letterarie a Roma, si trasferisce poi a Mentana dove si sposa e attualmente vive, alla veneranda età di novanta anni, insieme alla sua amatissima consorte Elviretta, nella bella villa degli Ulivi, circondato dai suoi amatissimi libri, e dalle sue mille carte e, a detta del poeta:” tra le cose che sono state, le cose che non sono state ma che potevano essere e non sono”. Nel 1989 pubblica la raccolta di poesie “Dall’Alba all’Alba”, un volume che si chiude con la poesia, bellissima “grazie Poeta!”.

                                                

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

FUTURISMO

di Salvatore Cucca

Rombo di macchine fuggenti

verso il futuro

fragore di battaglie

crepitio di mitraglie

aneliti ansanti di forze di vita

di arcano di avvenire.

 

Rombo di aerei versi l'infinito

fragore di officine

armonie divine soavi

melodie virili canzoni

che celebrano le gioie della vita

che cantano 

quanto è bella la vita.

 

Ma quando si muore

inutilmente?

 

grazie Poeta!

di Salvatore Cucca

Libere siamo, finalmente!

Prigioniere innocenti ci hai tenute

per lunghissimi anni,

per oltre cinquant'anni la più parte,

al buio, senza volto,

coperte di silenzio.

 

Talvolta uscivamo dal cassetto.

Una per una tu ci rileggevi,

davi un tocco a qualche verso zoppo:

il tuo volto appariva soddisfatto.

Giunto era, alfine, il giorno della vita.

Sogno breve.

 

La tua insoddisfazione,

la timidezza,

l'insicurezza che mai ti abbandonano

ci riportavano sempre nella vecchia prigione.

 

Tu non ci amavi più,

non eravamo più tue creature.

Ma noi ancora ti amavamo.

Non ci farà qui dentro morire,

se ancora, sia pure a tempi lunghi,

qualche nuova sorella ci raggiunge“.

 Per rincuorarci ci sussurravamo.

 

Lunga ma non vana fu l'attesa.

Un giorno,

con maggior tenerezza ci prendesti.

Per lunghi giorni

ti vedemmo attenta su di noi

come non mai, sicura, più serena.

Spolverate, lustrate,

le più vecchie un poco... rammendate,

tutte più belle, più pulite,

vestite un poco a nuovo,

ci disponesti in una cartella:

“PRONTE PER LA STAMPA”.

L'ora era giunta della libertà!

 

Ma non ci siamo tutte.

Presto le altre ci raggiungeranno,

lo prometti, Poeta?

 

Noi ora andiamo. Dove? Non sappiamo:

forse lontano, forse qui dattorno.

Poco importa.

 

Più che la gloria val la libertà.

Il tuo cuore,

la giovinezza tua,

con noi portiamo. Fiduciose

di non morire presto.

GRAZIE, POETA!

 

    

 

 

 

 

 

 

 

cover  Poetando