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“Kaleidoscope
Festival”, giunto alla sesta edizione, si è affermato grazie ad
un programma di assoluta qualità, come uno degli eventi più
attesi in città dagli appassionati di musica elettronica e
linguaggi sonori “di ricerca” in generale.
Già dalla sua prima edizione la manifestazione persegue
l’obiettivo di promuovere e divulgare forme artistiche
contemporanee, con particolare attenzione ai linguaggi della
musica elettronica, e proporre dei momenti di riflessione sul
rapporto – sempre più stretto e complementare – tra sviluppo
tecnologico e creatività.
Altra caratteristica del cast, messo grazia alla direzione
artistica di Freakout, è il parallelismo tra il passato e il
presente della musica elettronica: un approfondimento costante con un
confronto sul palco tra generazioni diverse che in questo ambito
hanno generato l'Avanguardia Musicale mondiale. Infine, altro
aspetto importante, è la necessaria consapevolezza (da parte del
festival) di proporre; dandogli spazio concreto e massima
visibilità nazionale, giovani musicisti di elettronica che a
Napoli e dintorni alimentano da oltre un decennio la cultura
popolare di Napoli.
Nelle sue precedenti edizioni, il festival ha ospitato alcuni
degli artisti più importanti della scena elettronica mondiale,
formazioni di tendenza, musicisti di culto e giovani band tra le
più interessanti della scena indipendente nazionale ed
internazionale.
Tra gli artisti ospiti del festival ricordiamo: Matmos,
Cluster, Apparat, Schneider TM, Pole, Barbara Morgenstern, Zeena
Parkins, Giardini Di Mirò, Shameboy, Barbara Preisinger, Retina.it,
Meg, John Parish, Nicola Conte, Junior Boys, Autokratz, Crimea X,
Useless Wooden Toys, Plastic Penguin, Franze&Shape, Raiz e
tanti altri.
La
scelta della location è stata determinata dal desiderio di
sperimentare anche in Campania ciò che nel resto d’Europa è
una realtà ormai consolidata: portare la musica contemporanea ed
elettronica in spazi “inusuali” o comunque non nati con questa
finalità.
Ha, inoltre, una forte valenza simbolica: forme d’espressione
artistiche postmoderne possono in questo modo incontrare luoghi
storici di risaputa importanza, creando così un suggestivo ponte
tra passato e futuro.
Sesta
edizione:
Martedi 28 dicembre 2010
Gudrun
Gut feat. Lillevan (Rechenzentrum) (Germania)
Hauscka (Germania)
Climnoizer (Italia)
Fucksia (Italia)
Melke (Italia)
Mercoledi 29 dicembre 2010
Bomb The Bass (U.K.)
Oval (Germania)
Dakota Days (Germania/Italia)
Newyork newyork (Italia) -
Mutech (Italia)
Gli
artisti:
Gudrun
Gut feat. Lillevan (Rechenzentrum)
Progetto
audio-video di due tra i più illustri esponenti della musica
elettronica tedesca contemporanea, Gudrun Gut (già nella
primissima formazione degli Einstürzende Neubauten, fondatrice
di band seminali come le Malaria! ed etichette di culto come
la Monika Enterprise
) e Lillevan dei Rechenzentrum, una delle più brillanti realtà
artistiche del genere.
Hauscka è l'alias del pianista e compositore Volker
Bertelmann da Düsseldorf.
Il terzo album in studio (nel mezzo anche l’EP Snowflakes) è
un ambizioso passo in avanti rispetto ai due già ottimi (ed
acclamati) lavori precedenti. Con l’uso non convenzionale del
suo piano, chiamato appunto ‘piano preparato’, Bertelmann ha
introdotto la possibilità di ottenere una gamma più vasta di
suoni grazie all’intervento sulle corde e sui martelletti
delle strumento con tutta una serie di oggetti impensabili
(palline da ping-pong, tappi di bottiglia, corde per
chitarre...). Allontanatosi leggermente, in questa occasione,
dai suoni e dallo stile che egli stesso aveva studiato negli
anni con il piano ‘preparato’, Hauschka estende notevolmente
le sue visioni musicali ridisegnando la sua musica per quella
che potrebbe essere una vera e proprio orchestra. Nove delle
dodici tracce che compongono il disco vedono infatti affiancarsi
al piano di Bertelmann, una sezione d’archi di dodici elementi
e da un ensemble di strumenti a fiato della Magik*Magik
Orchestra di San Francisco. Dinamico, ricco di personalità e
colore, il nuovo “Foreign Landscapes” conserva il tratto
distintivo dell’autore e conduce l’ascoltatore attraverso
una meravigliosa collezione di brani perfettamente bilanciati
fra delicate trame pianistiche ed un robusto minimalismo. A
tratti particolarmente oscuro ed intimista, in altri momenti più
passionale e briosa, la corposa strumentazione dell’ensemble
permette ad Hauschka di trasportare il suo eclettismo ad un
livello superiore. Con “Foreign Landscapes” , Hauschka è
alla ricerca, trovandolo, di un nuovo pianeta musicale.
Climnoizer
Luca
Canciello (aka Climnoizer) è un produttore, musicista
polistrumentista (electric guitar, synthguitar, ashbory silicon
bass, keys & synths) e sound designer napoletano che vive a
Berlino.
Nella
sua musica fonde insieme una formazione classica (chitarra e
composizione) con un background rock e la passione per il
jazzrock, il funk, il noise e tutto ciò che comprende la
ricerca sonora, lavorando da anni nella scena underground.
Collabora
ed incide come chitarrista e dubmaster, con rilevanti bands ed
artisti della scena nazionale, quali: Peppe Barra, Almamegretta,
e con artisti internazionali, come supporter, tra cui Brian
Auger and The New Oblivion Express ed i Simple Minds.
Compositore
ed arrangiatore collabora con diverse compagnie di teatro e di
danza come: TanztHaus NRW (Duesseldorf, DE), Attakkalari Centre
for Movement Arts (Bangalore, India) e con istituzioni
artistiche internazionali quali
la Haus
der Kulturen der Welt di Berlino, lavorando insieme all'artista
Barbara Morgenstern ed il Chor der Kulturen der Welt, il Coro
delle Culture del Mondo.
Come
sound designer lavora alla sonorizzazione delle istallazioni
artistiche multimediali della Reggia di Caserta e dei Giardini
Reali (2003/2009), dei siti archeologici delle Terme Romane di
Baia (2007/08), degli Scavi di Pompei (2008/10), del Carcere
Mamertino ai Fori Imperiali di Roma (2010), e compone musiche
originali e sound design per la mostra della Biblioteca Vaticana
in Roma (2010), la più prestigiosa biblioteca esistente.
Ha
lavorato inoltre ad istallazioni sonore per marchi come Philips
(Philips Lighting Building in Eindhoven) e Prada.
Climnoizer
è il suo progetto solista.
In
esso fonde assieme tutte le sue influenze musicali, suonando
differenti strumenti, come chitarra elettrica, synthguitar,
ashbory silicon bass, piani elettrici vintage e sintetizzatori,
manipolando suoni e programmando beats, scrivendone
meticolosamente le strutture ritmiche, al fine di dare un
feeling umano al fondamento elettronico della sua musica.
Il
risultato finale è un sound estremamente elettronico, sporcato
con colori funk, rock e jazzrock.
Alcuni
dei suoi lavori sono usciti su etichette discografiche, quali:
Clinical Archives (RU), Brumtone rec.(DE/DK), e Neo Ouija rec.(DE),
etichetta su cui nel 2010, è uscito il suo album The Elektronik
Soft Hearth of My Teknomodal Poet.
Bomb
The Bass
Tim Simenon (nome d'arte Bomb the Bass) è un disc-jockey e
produttore discografico inglese. Simenon è oggi un affermato
produttore musicale, e ha lavorato con musicisti di fama
internazionale quali i Depeche Mode, o i rapper Seal e
Consolidated. Ha fondato ad Amsterdam, dove vive ora, una
propria etichetta musicale chiamata "Electric Tones",
e continua il suo lavoro di produttore alternando il nome di
Bomb the Bass e Flow Creator. Simenon ha cominciato la sua
carriera musicale negli anni ottanta lavorando come DJ al Wag's
Club di Londra. È stato uno dei pionieri della musica dance
elettronica di un certo tipo (quella che ricampiona i pezzi funk
del passato), facendo largo uso di campionatori. Uno dei primi
lavori di rilievo è stata la colonna sonora introduttiva del
videogioco per Amiga Xenon 2 Megablast (1989), per cui fu
utilizzato il brano Megablast (disco che aveva inciso un anno
prima). È diventato famoso quando ha pubblicato Into the dragon
(1987), sull'onda del successo del singolo internazionale Beat
Dis: una miscela di campioni remixati in stile hip-hop-funk
contenente anche tracce da "Il buono, il brutto, il
cattivo" e dalla serie televisiva "Thunderbirds".
Simenon lavorava come magazziniere in un supermercato quando
realizzò il disco, che venne inizialmente pubblicato da
Mister-Ron spacciandolo per una produzione americana importata
da New York: ripubblicato da Rhythm King Records raggiunse
subito il numero 2 nelle classifiche dei singoli inglesi (era già
arrivato al primo posto della classifica dance americana di
billboard), e la sua immagine di copertina influenzò per molto
tempo l'iconografia dell'ambiente rave e acid house. Dall'album
Into the Dragon vennero tratti altri tre singoli. Intanto
Simenon instaurò collaborazioni col musicista John Foxx sotto
il marchio Nation 12, lavorò a colonne sonore e al progetto,
fallito, per il lancio nel mondo del pop della modella Naomi
Campbell. Alla fine degli anni 1980 produsse Buffalo Stance di
Neneh Cherry, che raggiunse il terzo posto nella classifica
inglese dei singoli e il numero 1 nella classifica R&B
americana. Dopo questi successi ricominciò a lavorare su suoni
innovativi, arrivando a diventare un pioniere del trip hop. In
seguito a queste sperimentazioni, nel 1991 ha pubblicato l'LP
Unknown Territory, uscito con grande ritardo a causa del rifiuto
dei Pink Floyd di concedere i diritti di utilizzo del brano
Money. Il disco conteneva ancora una vasta selezione di campioni
da film culto dell'epoca. Nel 1995 ha pubblicato Clear, un album
dai suoni più maturi e comprendente anche partecipazioni
importanti come quella di Sinéad O'Connor, del rapper Justin
Warfield o dello scrittore Will Self. Ogni brano vanta la
partecipazione di un particolare vocalist che sottolinea lo
stile musicale con le proprie tonalità. Nel 2001 è stato
pubblicato un nuovo album sotto nome Bomb the Bass, intitolato
Clear cut. Un quinto album è stato registrato con Geoff Smith
col nome di Frozen Flames; completato nel luglio 2005. L'ultimo
lavoro di Tim Simenon/Bomb the Bass risale a marzo 2010 dal
titolo Back to Light per la celeberrima etichetta tedesca !K7.
Oval
Oval aka Markus Popp è il profeta della musica glitch, ha
creato un peculiare universo sonoro, musica dotata di vita
propria, il cui esecutore è responsabile solo delle condizioni
di partenza del suono, ci troviamo di fronte a manipolazioni
sonore complesse, come l'utilizzo di CD appositamente graffiati
che riescono addirittura a costruire dei pattern ritmici quasi
ballabili. Musica fatta di cicli e condizioni che trova una via
di espressione nella ripetitività. È questa l''essenza del
glitch, trovare il ritmo e l''imprevedibilità propria del
miglior Jazz negli errori delle macchine. Una musica subdola ma
di progressivo coinvolgimento e di affascinante raffinatezza,
che dietro l'apparente disincanto nasconde una desolata poesia.
O (Thrill Jockey/2010) è l'ultimo - e decimo - capolavoro di
musica glitch-noise che il compositore tedesco ha pubblicato in
versione doppio cd. Oval è il progetto del berlinese Markus
Popp, inizialmente coadiuvato da Frank Metzger e Sebastian
Oschatz. Popp riparte dagli esperimenti di Neu e Faust, in
particolare dalle manipolazioni in studio di materiale acustico.
Ha dalla sua una tecnologia ben più avanzata e il revival della
musica ambientale. Popp è anche coautore con Jan Werner (Mouse
On Mars) del progetto Microstoria; mentre il side-project di So
(Thrill Jockey, 2003) reinventa la glitch giustapponendo
rumorosi paesaggi sonori minimali alla cantante Eriko Toyada,
eterea e ansimante.
Dakota
Days è un duo formato da Ronald Lippok (To Rococo Rot,
Tarwater, Whitetree) e Al Fabris (che ha collaborato con diversi
artisti, tra cui Pacifico, Ludovico Einaudi e Blonde Redhead).
Un incontro che sfocia in un album dal sound spontaneo, intimo,
che spazia dal prog rock al post punk, dalla psichedelia alla
new wave. Il nome rievoca il Dakota Building, il celebre palazzo
dove venne assassinato John Lennon.
Partecipano al progetto anche Dodo Nkishi (Mouse on Mars),
Andrea Rabuffetti (Blend, produttore di Edda ex Ritmo Tribale).
Galeotto fu un tour al seguito di Ludovico Einaudi. Ronald
Lippok e Alberto Fabris si sono incontrati tre anni fa
durante la tranche tedesca dei concerti legati all’album di
Einaudi “Divenire”. Un incontro non del tutto casuale – il
berlinese impreziosiva il minalismo pianistico di Einaudi con le
percussioni, mentre il secondo si occupava dell’elettronica,
-, da cui è nata una proficua collaborazione che si è in
seguito tradotta in un duo ribattezzato Dakota Days, artefice di
una brillante (ed omonima) opera prima registrata in tre diverse
session di una settimana ciascuna a cavallo tra il 2008 e gli
inizi del 2009 presso il Marmite studio di Fabris, sul lago di
Varese. In tutto una dozzina di brani eterogenei per visioni ed
atmosfere che, pur riflettendo passioni e ascolti estremamente
variegati e per certi versi antitetici (dalla psichedelia e il
prog rock anni 70 ai Public Image Limited; dai Fleetwood Mac
alla new wave), sono espressione di un sound spontaneo, intimo e
alto tasso di improvvisazione, punto di incontro tra
sperimentazione e intuizioni melodiche, talvolta anche gioiose.
Fucksia
Fucksia, l’artista un tempo noto come Luca Marino, nasce vive
e cresce (“dentro”, giacché la statura lascia un po’ a
desiderare) nella ridente città di Scafati. Si affaccia
nell’articolato mondo della musica fin dall’adolescenza
trovando nelle corde della chitarra il suo feeling quotidiano.
Nel 2003 entra a far parte del progetto El-Ghor, band che in
circa sei anni si è affermata sulla scena post rock partenopea,
e non solo. Fucksia crea, editando suoni dell’ambiente
circostante, atmosfere musicali che lui stesso ama definire
semplicemente dolci. Una musica che attenua e placa, che
accompagna. Si diverte a spaziare fra laptop ed immagini
riuscendo così ad interessare la Muertepop netlabel per la
quale nel marzo 2009 pubblica un album dal titolo Photophobie,
scaricabile direttamente online ed a disposizione del pubblico
del web. Fucksia, dunque, si propone oggi come un mix di stile
dall’impatto aggressivo ed allo stesso tempo rilassante.
Melke
Melke, aka Enzo Lanza, giovanissimo scopre la magia della
musica elettronica ispirandosi agli artisti della Morr Music e
della Hellcat per poi avvicinanrsi al glitch pop tedesco. Un
pizzico di cultura e voglia di conoscere gli permettono di
“sbariare” fra laptop e suoni reali fino ad editarli e
metterli in musica: dopo un attento lavoro esce la sua prima
demo dal titolo omonimo: "Melke". Le prime serate in
stile IDM, i primi passi e già nel 2007 si accorgono di lui a
Roma: si esibisce al BlueRoom, uno dei locali più noti della
Capitale dove prima di Enzo si sono esibiti artisti del calibro
dei Retina.it e degli Ether. Parallelamente al progetto solista,
nel 2007 Melke intraprende una collaborazione con Giuliano
Orlando, aka Maegen und Craft, dando vita la progetto Natage. La
ritmica di Maegen und Craft si lega alla melodia indie creata da
Melke dando un senso di serenità e tepore che avvolge il
pubblico. Nel settembre 2007 si interessa a lui la Minuta
Records di Lugano. I tempi sono maturi per il suo album che esce
nell’autunno 2007: l’EP dal titolo “Evil house, evil days”
è acquistabile on line e inoltre reperibile presso distributori
digitali del calibro di beat port, juno e iTunes. L’Ep vuole
essere un sincero omaggio a Kim Hiorthoy, dj tedesco a cui è
dedicato l’intero lavoro di Melke.
Newyork
newyork
I giovanissimi napoletani Newyorknewyork sono Christian
Colamonici e Vincenzo Valletta.
Il sound che propongono è un collage di musica electro,
tagliata e cucita in modo da generare suoni per bambini, da rave,
per la Walt Disney, da strada, musica concreta, psichedelica,
natalizia, amatoriale, pornografica, narrativa, antologica, ma
anche per teatro, da chiesa, da camera, ma soprattutto no-sense,
mista a improvvisazione e colonna sonora dell'ovvio.
Curiosi?
Mutech
“I need darkness” è il novo progetto audio-video di Mutech
(Giuseppe Guariniello). Immagini altamente simboliche emergono
dall'oscurità e si fondono con le frequenze più cupe
dell'elettronica e del dubstep.
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