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Dal loro ultimo concerto a Napoli (5 gennaio 2002), molte
cose sono cambiate, il ritorno sulle scene quindi avviene dopo
sette anni.
ll
gruppo ritrova un'Italia in piena emergenza democratica ed
economica, un Paese in declino nel quale si sperimentano inedite
politiche repressive che alimentano nel corpo sociale sempre più
frequenti episodi di razzismo e intolleranza.
I severi richiami
dell'Onu sui respingimenti di massa, le ronde che rievocano la
polizia di partito, l'assenza di misure di sostegno per precari,
disoccupati, immigrati e lavoratori a basso reddito, le leggi
razziali, le offese di esponenti politici della Lega ai cittadini
napoletani, gli attacchi omofobi, rendono bene l'idea del lager a
cielo aperto nel quale le destre padane e nazionali vogliono
trasformare l'Italia.
In questa situazione la voce di una band che
si è sempre schierata dalla parte dei più deboli e dei meno
garantiti vuole tornare a essere un punto di riferimento per tutti
quelli che non si stancano di sognare e lottare per un mondo
diverso e migliore.
Nel
frattempo la crisi del mercato discografico ed i modelli proposti
dalla TV (musicisti scelti da discutibili format di “talent
scouting” destinati ad un successo usa-e-getta) hanno reso
ancora più difficile per i gruppi che privilegiano tematiche
sociali e politiche nella propria produzione musicale, emergere ed
arrivare al grande pubblico.
Per questo il ritorno della 99 Posse
assume i caratteri di una scommessa, di un azzardo che si auspica
proficuo, quello di un gruppo che canterà canzoni scomode senza
giri di parole, testando anche i livelli di tolleranza nell'Italia
dei nostri giorni, per riprendersi il posto che merita nella scena
musicale nazionale.
MUSICA
NUEVA / "Assalto culturale alle barriere sociali"
La rassegna MUSICA NUEVA, che quest'anno ha come sottotitolo
"Assalto culturale alle barriere sociali", giunta alla
sua nona edizione, è realizzata dall'Associazione Napoli Suoni,
che - negli oltre dieci anni di attività sul territorio - si è
da sempre concentrata su tematiche strettamente legate ai problemi
sociali e alle dinamiche culturali, proponendo eventi musicali che
guardano ai mutamenti del mondo contemporaneo, svelando gli
incroci fra le culture e le brucianti accelerazioni dello sviluppo
tecnologico.
L'associazione "Napoli Suoni" cura, ormai da nove anni,
la rassegna "Musica Nueva - Cancion de libertad"
tenutasi, nel corso degli anni, presso gli spalti del Maschio
Angioino,
la Città
della Scienza, l'Aria Italsider, il Lido Baia dei Re e l'Arenile
di Bagnoli. Il meglio della scena napoletana, le più interessanti
novità della scena musicale italiana i migliori djs
internazionali hanno composto, negli anni, una programmazione
trasversale facendo di Musica Nueva un appuntamento fondamentale
nel panorama culturale campano.
In questa edizione Musica Nueva punta ad attirare l'attenzione sul
tema della sicurezza
dei luoghi di lavoro. Il fenomeno è direttamente collegato
ad una dinamica di deperimento culturale e democratico che investe
l'Italia da circa 15 anni. Nel nostro Paese le "morti
bianche" sono il doppio che in Francia, e il 30% in più
rispetto a Germania e Spagna. Il numero di vittime sul lavoro è
quasi il doppio dei deceduti in incidenti stradali e otto
volte più delle vittime di omicidio.
L'Associazione ritiene opportuno "aggredire" il problema
anche da un punto di vista culturale rivolgendosi
direttamente ai giovani, parlando loro dei problemi legati al
lavoro, spingendoli ad interessarsi in primis alla pericolosità
del lavoro svolto dai propri genitori. Infatti durante la rassegna
saranno divulgati dati e statistiche sulle morti bianche, saranno
ospitati interventi dal palco e gli artisti coinvolti toccheranno
il tema durante le performances.
Si proverà inoltre ad intrecciare il tema del lavoro sicuro con
il crescente sviluppo imprenditoriale delle organizzazioni
criminali.
Le imprese di mafia riescono infatti a vincere i grandi
appalti facendo leva su due fattori: il risparmio sui materiali e
lo sfruttamento del lavoro. Questi, oramai, sono contesti in cui
non si rispettano le più elementari regole di sicurezza, dove si
impongono ritmi asfissianti e page basse e in nero.
Un "turbocapitalismo" inaccettabile, alimentato dalle
organizzazioni criminali e dal mercato globale; un fenomeno
ingestibile che tra inquinamento e perdita di vite umane sta
distruggendo definitivamente il paese.
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