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Espongono:
Alfredo Avagliano, Sara Calvano, Aldo Carnevale, Paola Colleoni,
Paolo Di Stefano, Silvia Dotti, Ivanka Duki, Antonio Esposito, Giorgio
Ferrari, Annamaria Girardi, Marco Graglia, Paul De Haan, Morogallo,
Massimo Mugavero, Nemo, Lia Pascaniuc, Ernesto Ponsiglione, Marialuisa
Sabato, Candida Scanu, Daniela Sersale, Zoom, Angelo Zuena
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Paesaggi
dell'Inconscio
di
Sabrina Falzone
“Le
loro opere ci svelano i misteri dell’inconscio nell’impiego di un
cromatismo di parvenze zaffiro, intriso di essenze cosmiche degne di
nota.
Un
tonalismo incorporeo dalle sfumature turchine si apre sul confine
pittorico di Silvia Dotti, Annamaria Girardi e Marco Graglia. E’
il linguaggio occulto dell’anima che emerge in tutta la sua
veritas, dando vita ad un’indagine esistenziale quantomai
stratificata. Le note celesti della loro pittura emotiva si sedano
nella ricerca aleatoria di Aldo Carnevale, Ernesto Ponsiglione e
Morogallo.
In
essi il segno si affievolisce nella pace dello spirito,
acquistando una delicatezza pittorica, caratterizzata da sobrie
velature e pure trasparenze.
Tinte celesti affiorano in tutta la propria comunicabilitŕ anche
dalle opere d’arte di Candida Scanu, Paul De Haan e Alfredo
Avagliano, in cui accarezzano chiose surreali.
La ricerca dell’inconscio diventa uno straordinario elogio
cromatico nei lavori di Marialuisa Sabato e Massimo Mugavero. I
loro quadri ci parlano di un edonismo catartico, ci raccontano con
voce epicurea l’amore per la vita, un sentimento che
s’intravede peraltro nella produzione di Angelo Zuena che
sorprende con le sue pulsioni teoriche e astratte.
Un
tonalismo caldo si fa strada sull’orizzonte formale di Giorgio
Ferrari, per poi permeare copiosamente sulla tela di Sara Calvano.
Come diramazioni brune dal tratto concitato, i paesaggi
dell’inconscio di Daniela Sersale e Zoom aleggiano su uno spazio
violaceo, estremamente sfaccettato che risveglia i territori della
mente umana.
D’altro
canto, le opere di Nemo, Paolo Di Stefano e Antonio Esposito
contemplano un dialogo silenzioso tra chiarori e oscuritŕ, tra
ombre e luci, tra l’io e l’altro in un complesso tessuto di
relazioni psichiche, sommamente enunciate nell’idea del
contrasto.
E’
un colore che assorbe messaggi metafisici e li proietta sulla tela
senza remore, alla deriva di un paesaggio inconscio.”
Sabrina
Falzone
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Galleria
d’Arte Il Bracolo
Roma, Via Quattro Cantoni, 9
ingresso
gratuito
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