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Razzle
Dazzle è una barca che galleggia a fatica in un mare in tempesta,
è un punto disperso e desolato segnato su un atlante
chiuso.
Al
suo timone c’è sempre qualcuno che non sa far altro che andare
alla deriva, alternativa unica al decidere una rotta che non può
che portare verso mete già conosciute.
Soltanto
ormeggi brevi e rigorosamente insicuri, corde sottili: sempre
pronte a spezzarsi alla minima sollecitazione. Ogni forma di
manutenzione è vietata, all’imbarcazione è stato affidato il
compito di lasciarsi disgregare dal mare e dalle intemperie, nei
tempi che gli elementi le imporranno.
All’equipaggio,
che sarà ancora a bordo nel momento dell’inabissamento, è
concesso, anzi è perentoriamente richiesto, di emettere suoni e
rumori consoni all’avvenimento che dovrà considerarsi di natura
festosa.
La
Razzle Dazzle non è adibita né al trasporto di merci né di
passeggeri, ma è in grado di trasportare scomodamente sia le une
che gli altri.
Si
viaggia rigorosamente senza biglietto e non si assicura a chiunque
si trovi a bordo nessun genere di conforto; il vitto non è
garantito, non c’è neanche una stiva che possa contenere delle
seppur minime scorte.
L’unico
scopo per cui questa barca è stata progettata è quello di
veleggiare, naturalmente non c’è un motore, senza meta, senza
limitazioni ma soprattutto con la libertà di poter essere
inghiottita dalle acque in qualsiasi momento senza che ci sia
alcun dovere di opporre resistenza.
Una
volta che l’imbarcazione avrà lasciato i cantieri dove è stata
armata ed avrà preso il mare la sua missione sarà già compiuta
e non si cada in errore considerandola modesta o si sbagli pure,
sulla Razzle Dazzle gli sbagli sono graditi.
Razzle
Dazzle prende il nome da una barca da pirati ostricari operante
nella baia di San Francisco alla fine dell’ottocento.
L’imbarcazione appartenne, tra gli altri, allo scrittore Jack
London che vi visse a bordo esperienze fondamentali per la sua
formazione di uomo, artista e alcolista.
Non
c’è nessun collegamento, neanche metaforico, che lega i due
scafi. O perlomeno, qualora ci fosse nessuno l’avrebbe voluto.
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