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Con
la nuova produzione artistica di Carlo CANE La Contemporanea di
Torino ripropone, in questo appuntamento espositivo, il linguaggio
dell'Architettura.
Le
creazioni artistiche di Carlo Cane sono caratterizzate da un
perfetto equilibrio di olio e inchiostri su tela sottile di cotone
- detta anche "pelle d’angelo" - incollata su tavola e
successivamente trattata con acidi; sono molto evidenti, rispetto
al passato, le differenze relative al soggetto della sua ricerca:
i paesaggi urbani.
L'
approccio si fa, infatti, più etereo, illusorio e affonda, più
che in passato, le proprie radici nel profondo e vario mondo della
fantasia.
Le
architetture presentate appaiono maggiormente decontestualizzate,
appartenenti a un immaginario avveniristico, in cui la modernità
si esprime attraverso codici ben riconoscibili, sebbene privi di
qualsiasi riferimento spazio-temporale.
Unica
eccezione a questa forma di anonimato metropolitano è l'opera
dedicata al CAVAL' D’ BRÔNS di Torino, inequivocabile
riferimento alle origini piemontesi dell'artista.
Sempre
più evidente è il senso di isolamento e di separazione delle
strutture che sembrano emergere da un nulla onirico, austere ed
enigmatiche, come fantasmi o chimere che portano addosso segnali
comuni di un futuro a noi prossimo.
A
questo si riferisce il titolo della mostra "codice urbano",
linguaggio fatto di quegli elementi che - seppur nella diversità
della creazione fantastica - accomunano gli edifici, rendendoli
frammenti di un unico puzzle contemporaneo fatto di vetro e di
acciaio.
La
vena sognante dell'artista si esprime in queste opere con un
maggior uso del colore, fatto di toni d'azzurro e d'arancio; d'un
arancio che frequentemente ricorre a sfumature rugginee.
Tutti
strumenti questi che permettono all'occhio che osserva e alla
mente che elabora di uscire dalla realtà grigia dei contesti
metropolitani, per immergersi in quella geniale dimensione
costruita su piani di allucinazione ed estemporanea fisicità.
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