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Francesco
Geronazzo presenta nuove -"antiche" opere che
ripercorrono e, come in dejavù, ritornano a un’arte più antica
-
quella dell’incisione - rendendola "più" attuale applicandola
a supporti particolari, denaturando quindi la stessa la
tecnica.
L’artista
infatti, pur utilizzando modalità di stampa da cui si ottengono
multipli, dà forma a opere originali e pezzi unici grazie
all’utilizzo di supporti di recupero, quindi già “sporchi”
e che già raccontano una loro storia.
La
riflessione su cui si focalizza Geronazzo è il ritorno alla
natura, il contrasto tra le forme e i materiali, con oggetti di
consumo quotidiano massificati e sempre uguali nel loro genere.
La parete
centrale del cortile, l’ambiente da cui si accede alle tre sale
di Adiacenze, viene modificata da un monotipo su materiale
plastico di grandissime dimensioni. Il forte bianco e nero
dell’opera contrasta con l’ambiente circostante catalizzando
l’attenzione su di sé.
Confini,
orizzonti, terra, sassi e semi sono i soggetti di questa natura
non trasformata dall’uomo e presentata dall’artista su un
materiale di
utilizzo comune, la plastica.
All’interno
di Adiacenze si snoda un percorso in tre colori:
il marrone, il blu e il bianco e nero differenziano le tre sale
con opere sia di piccole dimensioni sia monumentali.
In prima
sala sono monotipi e xilografie su carte riciclate che portano il
visitatore verso il tema al quale viene data vita: infatti i semi
prendono forma in una grande installazione fatta di più elementi
di terra.
Nel lato
opposto, invece, una serie di piccole carte trovate in loco dà
vita ad un’opera di grandi dimensioni fatta di limiti e confini
aperti.
Nella stanza
blu è un’opera monumentale ad accogliere gli spettatori: stoffa
e tela preparate con pigmenti tra il blu ed il verde si scontrano
con un seme fatto con la plastica utilizzata per gli imballi
industriali.
Poi
un’opera che segna il ritorno alla pura ed antica incisione,
sempre su carta precedentemente trattata.
Infine la
terza sala il cui lo spettatore viene abbagliato dal bianco e nero
di monotipi su carta velina in cui la natura presentata è
graffiata da
questi due colori.
Geronazzo può
essere definito un “poeta dell’immagine” che si interroga
e a tratti condanna il consumismo eccessivo di questi tempi,
mettendo i prodotti massificati in relazione con una tecnica –
l’incisione –
ed un tema – il riciclaggio ed il ritorno alla natura –
sicuramente da riattualizzare o da applicare con più criterio.
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