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Galleria
Civica d'Arte Contemporanea
LIV
Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea
Premio
Termoli 2009
INTERPLAY
a
cura di Miriam Mirolla e Carla Subrizi
Due
ipotesi critiche dialogano in questa edizione del Premio Termoli: Miriam
Mirolla e Carla Subrizi
riflettono
sui criteri intorno ai quali raccogliere 24 artisti, come
richiesto, per quella che è una delle più
consolidate
e storiche manifestazione artistiche italiane.
Un
“Premio ai giovani artisti” pone prima di tutto la questione
dell’ampiezza dei confini all’interno dei
quali
selezionare gli artisti e individuare le opere. E ancor prima
richiama in campo una doppia questione: cosa
si intende per “giovane” e cosa si intende per artista,
o meglio, come si diventa artisti. Nell’individuare
personalità
in
progress si determina infatti una vera e propria legittimazione di
professionalità che, quasi
sempre,
interagisce con comportamenti, modi di vita, obiettivi. Pubblico e
privato, psichico e planetario,
locale
e globale, identità e differenze, si intersecano senza tregua.
Quali dunque le relazioni, anche in un
Premio,
tra critica e artisti, tra posizioni emergenti che si consolidano
e meccanismi della legittimazione che
pian
piano creano sistema e tendenze? Già in questa fase
interrogativa, nel confronto critico tra le due
studiose,
hanno interagito diverse componenti, ovvero i criteri per la
raccolta dei dati generali, la selezione di
materiali
editoriali e di altri documenti anche disponibili in internet, le
diverse esperienze pregresse.
In
un confronto incrociato è nata dunque l’idea di Interplay,
un concetto mutuato dal linguaggio
musicale,
per dichiarare attraverso un titolo estremamente sintetico che
questa edizione del Premio Termoli
intende
mettere in campo un’interazione complessa di sollecitazioni, da
indagare attraverso il lavoro degli
artisti
invitati.
Da
una parte l’attenzione allo spazio del piccolo, al micro, al
quotidiano, alla dimensione meno visibile
di
azioni e desideri ma che spinge a cercare relazioni diverse da
quelle abituali, costruite spesso su
comportamenti
convenzionali: una sorta di attenzione per uno spazio della
differenza (Subrizi); dall’altra parte
il
misurarsi con una dimensione globale e già post-globale, che
richiede una condizione di verifica su larga
scala,
dell’estremamente lontano e differente, laddove il desiderio
d’identità del giovane artista è spesso
avallato
e confortato dall’apparente onnipotenza delle nuove tecnologie (Mirolla).
Entrambe
le ipotesi si radicano in un medesimo contesto e condividono la
premessa di un’epoca che
ha
oramai alle spalle le sintesi e le generalizzazioni, le teorie
onnicomprensive, la ricerca di unici modelli e
riferimenti.
Proprio
a partire dalle differenze, dalla frammentazione e apparente
dispersione attuali, poetiche e politiche,
culturali
e interculturali, e da una generale “performance anxiety” del
sistema dell’arte, l’operazione critica di
Mirolla
e Subrizi si propone di realizzare una doppia regia sul reale,
dando spazio a inedite dinamiche del fare,
pensare
e immaginare attraverso l’arte.
Artisti
invitati da Miriam Mirolla:
Costanza
Dal Testa, Matteo Fato, Hugh Findletar,
Giuliano
Lombardo, Sebastiano Mauri, Cristiana
Palandri,
Gabriele
Pesci, Benedetto Pietromarchi, Elena
Sbardella, Alice
Schivardi, Susana Serpas Soriano, Lucia Uni.
Artisti
invitati da Carla Subrizi:
Diego
Bonetto, Carola Bonfili, Chiara Camoni,
Emanuela
De Notariis, JB Rock, Domenico Mangano,
Sandrine
Nicoletta,
Caterina
Notte, Luana Perilli, Massimo
Pianese,
Nordine
Sajot, Giulio Squillacciotti.
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