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The Creative Rooms    

a cura di Lucrezia De Domizio Durini     

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Una riflessione contemporanea sullo spazio abitabile come atipico luogo d’arte.

Questa l’idea alla base di The Creative Rooms, promosso erealizzato con la collaborazione del filosofo e critico d’arte Gérard Georges Lemaire, che trova la sua ideale location nel Certosa Hotel, nell’Isola della Certosa (Venezia).

Non poteva che essere la città lagunare, che racchiude nella sua storia il seme della contaminazione artistica e socio-culturale tra i popoli, l’humus fertile per un progetto che debutterà il 4 giugno in concomitanza con l’inaugurazione della cinquantatreesima Esposizione Internazionale d’Arte.

Diciotto artisti - diversi per nazionalità, linguaggio e generazione – sono chiamati a reinterpretare il concetto di albergo: non solo sterile struttura per corpi, ma luogo di affari e pensiero, seduzione sensuale ed intellettuale. Le 18 stanze del Certosa, che saranno per sempre identificate col nome dell’artista che le realizzerà, diventano topoi ideali di sperimentazione dove cultura, natura e serenità della vita quotidiana trovano un armonico equilibrio.

Nella cornice suggestiva di un’isola che fa della cultura del mare e del rispetto di ogni elemento naturale il suo vanto, i 18 artisti dovranno ispirarsi ai temi della Natura e del Mare, declinandoli tuttavia in assoluta libertà e secondo la propria sensibilità, dagli arredi alle pareti.

Ad inaugurare il progetto saranno cinque artisti: l’italiano Mario Bottinelli Montadon con Double room, il francese Gerard Dicrola con Chambre d’or, la tedesca Dagmar Dost-Nolden con Der Tag bevor das…, la coreana Youngju Oh con Mipung e il greco Nikos Zouboulis -Titsa Grekou con Thalatta.

“Gli artisti coinvolti – chiarisce Lucrezia De Domizio Durini – sono stati scelti scrupolosamente per il senso comune del ‘silenzio’ inteso come filo conduttore di una filosofia che da anni percorre il mio lavoro. Un Silenzio che nasce dalla Natura, appartiene allo Spirito del tempo e parla alla sensibilità di tutti quegli uomini coraggiosi che si contrappongono alle false semantiche degli stereotipi quotidiani”.

A completare il progetto dell’albergo – che si presta a diventare esempio concreto di un’arte che si fa trasversale e autonoma dai suoi luoghi di fruizione universalmente condivisi – è la zona  Ristorante. Si allestirà, in questo spazio dedicato, una mostra fotografica in ricordo dello scomparso Buby Durini e in omaggio al Maestro tedesco Joseph Beuys, uno tra i più rappresentativi personaggi dell’arte mondiale della seconda metà del ‘900.

L’installazione fotografica, proveniente dal famoso archivio storico De Domizio Durini, dal titolo Joseph Beuys and Buby Durini. Trip on the sailing boat, comprende rare immagini inedite del 1977 e si colloca nel luogo deputato all’alimentazione che Beuys considerava come sistema di comunicazione tra individui appartenenti a culture diverse. 

Se analizziamo i materiali che Beuys ha usato nel suo lavoro ci rendiamo conto che per primo e, più di ogni altro, ha utilizzato elementi alimentari: grasso, vino, olio, tè, limone, miele, zucchero, spezie e cioccolato. Beuys amava preparava i cibi e assegnava ad ognuno un valore simbolico.

Concepito come work in progress, il progetto The Creative Rooms, dopo  il debutto internazionale alla Biennale d’arte di Venezia continuerà fino ad ultimazione delle 18 stanze dell’Hotel Certosa, restando così esclusivo e suggestivo patrimonio dell’Isola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ill 4 giugno alle ore 17, in occasione dell'inaugurazione, il maestro compositore Marco Rapattoni eseguirà il concerto The Nature.  

A seguire le performance 

Il mercante dei sogni di Ezio Centini,  

Felt Connection di Micaela Spinazeè,  Suite Sarajevo.

Risposte a Peter Handke di Moreno Gentili con letture in anteprima di Stefano Scherini (Edizioni Archivi del ‘900).

 

 

 

 

 

 

 

 

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