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A
Cupra Marittima un progetto culturale dedicato al tema del sogno
prende vita con artisti provenienti da tutto il mondo per un
inedito confronto interculturale.
L’esposizione
è organizzata dall’Associazione Artistico-Culturale
L’Arca dei Folli, che da tempo lancia iniziative culturali
sempre più stimolanti per un vasto pubblico.
Il progetto espositivo è
finalizzato alla promozione artistica, sul territorio marchigiano, e
alla valorizzazione della ricerca contemporanea imperniata sul
tema del sogno, senza dimenticare di indagare l’universo onirico mediante linguaggi
stilistici e tecniche esecutive differenti.
Da New York arrivano i quadri briosi della poliedrica
pittrice americana Amy Cohen Banker e le incantevoli tele del
celebre Yarek Godfrey, intrise di una femminilità sospesa tra la
voce della bellezza ancestrale e il silenzio del cuore.
Soavi femminilità adagiate sul fiore dell’esistenza sono
creature dello spirito di Lorella Libralesso, con cui dialogano le
raffinate illustrazioni muliebri di Alessia Brozzetti.
E’ di origini svizzere Jeannette Rutsche Sperya, le cui
immagini oniriche trionfano nella geometria frazionaria indagando
i concetti di fuga dal reale e capacità nascoste di sognare.
Nell’ambito della sperimentazione digitale Enrico Thanhoffer
decodifica nuove vie possibili e infinite della psiche.
Nell’arte fotografica si percepiscono i percorsi interiori di
Silver Art e di Silvia Baglioni: la prima si sofferma sullo
sgomento di un altrove ignoto, la seconda schiude le porte al volo
dell’immaginazione verso una dimensione onirica.
Il
suggello a quei percorsi dell'anima si ha con l’arcano notturno di Paola Colleoni dove il luogo del sogno
diventa una terrazza di desideri e speranze costellata di intime
perturbanze e affacciata sull’incanto della notte.
Luci oniriche affiorano dalla produzione di Andrea Zaccaria,
in arte Nemo, che indaga a fondo la duplice dimenzione realtà-sogno.
Tramonti e aurore di un’identità assopita o ridestata
scandiscono le ricerche artistiche di Eugenio Vignali, connotate
da complesse ambivalenze antropiche che si ritrovano sotto
un’altra forma nella produzione pittorica di Giovanni Vuolo.
Innovativo si presenta, peraltro, il linguaggio espressivo
dell’artista Federica Focante e quello di Claudia Piccoli, con
la quale l’onirico si dissolve nelle assenze formali. Così
nella pittura di Albina Dealessi la pennellata si astrae in un
tangibile incontro di sogni.
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