Libri In Sala

 

 

 

 Dino BUZZATI                                        Valerio ZURLINI        

 

Deserto dei Tartari

Il ventenne tenente di fresca nomina Drogo viene assegnato, forse per errore, alla fortezza Bastiani, ultimo baluardo posto ai confini dell’impero prima del deserto anticamente popolato dai Tartari. 

Nella postazione avanzata, tutti aspettano con ansia l’eventuale arrivo dei nemici come riscatto dall’opprimente grigiore della vita di guarnigione. 

«Il primo a voler girare Il deserto dei Tartari è stato Antonioni, poi Vittorio Gassman, Mauro Morassi, Franco Brusati... Insomma, è un progetto che ha interessato un po’ tutti i cineasti italiani. Quasi una chimera, un film impossibile. [...] 

L’interesse per un adattamento cinematografico coinvolge allora i francesi: Jacques Perrin pensa per primo di fare un film a partire dal Deserto dei Tartari. [...] 

Il film, costato quasi due miliardi di lire, ma in Francia ne sarebbe costati tre, è stato coprodotto da Italia, Francia, Germania e Iran. [...] La mia intenzione era di fare un finale estremamente fedele al libro. [...] Non è stato fatto perché per finire il film abbiamo dovuto pagarci le spese di viaggio. 

Abbiamo finito tutto il denaro disponibile: Jacques Perrin correva disperato tra Roma e Parigi per trovare il modo di comprare un po’ di pellicola. [...] È davvero per la mancanza di mezzi che non abbiamo potuto girare un finale conforme al libro, e seguire>  il finale previsto da Brunelin nella sceneggiatura. [...] 

Ho fatto otto film, e nei miei otto film c’è un tema minore – quello di Buzzati – che è contenuto nel tema maggiore. 

Vivere la vita non ha altro fine che lasciarla passare e la morte è l’unica giustificazione. 

Io arrivo alla morte in tre dei miei film, Cronaca familiare, Seduto alla sua destra, La prima notte di quiete, con lo stesso significato che in Buzzati: la morte è la ragione della fine dei sentimenti. 

La validità di un sentimento non esiste, la validità di un’illusione non esiste, non c’è idealismo che tenga, non c’è nulla che sia al di fuori dell’amara sopravvivenza. Esiste una consolazione cristiana ma in un senso laico [...]. 

Così, senza arrivare alla grandezza tematica di Buzzati, tutti i miei film si assomigliano, dal primo all’ultimo. È inutile amarsi perché amarsi implica l’infelicità, è inutile credere in qualcuno, perché ci deluderà.» (Zurlini).  

 

 

Il deserto dei tartari (1976)

Regia: Valerio Zurlini; 

Soggetto: André G. Brunelin, Jean-Louis Bertuccelli, dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati; 

Sceneggiatura: André G. Brunelin; 

Dialoghi italiani: V. Zurlini; 

Musica: Ennio Morricone; 

Montaggio: Kim Arcalli, Raimondo Crociani;

Interpreti: Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Helmut Griem, Philippe Noiret, Jean-Louis Trintignant; 

Origine: Italia/Francia/Germania Occidentale; 

Produzione: Cinema Due, Fildebroc (Francia), Films de l’Astrophore, FR 3, Reggane Films, FIDCI, Corona Filmproduktion; 

Durata: 150’

 

 

     

 

cover  Libri In Sala