Intervista alla presidente dell'Associazione Teatro delle Donne Maria Cristina Ghelli

                                                                      di Carmen Basile 

 

 

Ho sempre considerato “il telefono”, un mezzo di comunicazione “freddo” che non mi avrebbe permesso, in alcun modo, di avere un colloquio coinvolgente e appassionante. Ho sempre pensato, che le parole su un foglio bianco potessero rendere al meglio stati d’animo ed emozioni.

Ho dovuto ricredermi, però, realizzando interviste che - per motivi diversi: spazio, tempo, mobilita’ - ho dovuto effettuare  telefonicamente.

E’ successo anche questa volta: io al telefono, all’altro capo del cavo (errore ho un cordless!) la presidente dell’associazione Il Teatro delle Donne, la signora Maria Cristina Ghelli.

 

CB: - Buon pomeriggio signora Ghelli sono Carmen Basile di Kult Art Magazine.  Il teatro è una delle forme d’arte di cui la rivista si occupa, una realtà come quella che avete realizzato - Il Teatro delle Donne - Centro Nazionale di Drammaturgia -, forse unica nel panorama italiano, sicuramente interessera’ i nostri lettori. Le andrebbe di cominciare col delineare il percorso storico de Il Teatro delle Donne

Maria Cristina Ghelli: - Certamente, Il Teatro delle Donne e’ nato nel 1991 come associazione culturale. Al progetto hanno partecipato varie professionalita’ del teatro al femminile: autrici, attrici, scrittrici, registe, organizzatrici di teatro. Donne impegnate sul fronte del teatro, con l’obiettivo di creare un centro di drammaturgia: struttura abbastanza nuova per l’Italia. L’intento è quello di promuovere la scrittura teatrale, in particolare femminile. L’attività drammaturgica è un genere di scrittura poco presente in Italia, ma molto importante per il teatro, perché senza il testo,  il teatro non esiste.  Non è un caso, infatti, che se oggi si mette in scena un testo di Pirandello piuttosto che uno di Goldoni, è perché che ci e’ stato tramandato. Le donne, purtroppo, su questo hanno un ritardo storico notevole,  poiché sono state escluse per secoli dal teatro e dalla scrittura per il teatro.

  CB: - … e’ forse da considerare come una specie di “rivalsa” delle donne?

  Maria Cristina Ghelli: - Più che di rivalsa parlerei della ricerca di un’identità precisa in teatro. Abbiamo creato un archivio che raccoglie testi scritti dal 1945 in poi, ne abbiamo adesso settecentocinquanta, di autrici italiane rappresentate, e pubblichiamo un catalogo periodicamente. E’ un catalogo aggiornato ogni due anni, con i nuovi testi inseriti ogni qual volta ce ne siano da inserire. Da questo punto di vista forniamo un servizio alle università e agli operatori teatrali  unico in Italia!

CB: - Quanto il percorso artistico del Teatro Delle Donne e quanto il suo percorso personale  si sono  confrontati con la realtà storica, con la realtà politica,  sociale di questi anni.

 

Maria Cristina Ghelli: - Dal punto di vista personale ho una  formazione di tipo  organizzativo, in qualita’ di presidente de Il Teatro delle Donne mi occupo della direzione artistica. Il livello artistico passa attraverso le tematiche affrontate dalle autrici, quasi sempre rivolte alla contemporaneità. Non è un caso che le nostre programmazioni e le nostre produzioni  siano caratterizzate soprattutto da un teatro d’impegno civile. Progetti, drammatizzazioni, messe in scena, trattano temi  relativi alla violenza sulle donne,  al rapporto delle donne con il lavoro, con il terrorismo, etc. Sono tutti argomenti di attualità che le autrici affrontano e rappresentano nel nostro teatro.

 

CB: - Lei, quindi, occupandosi dell’organizzazione…

 

Maria Cristina Ghelli: - Scelgo… come direttore artistico scelgo i testi e le tematiche che percorrono la nostra programmazione. Quest’anno, anno europeo delle Pari opportunita’, ad esempio il tema “donne e lavoro”. Su questo abbiamo programmato una serie di spettacoli come “Roma ore 11”di Elio Petri messo in scena da quattro attrici o “Luana prontomoda” di Marinella Manicardi. Cerchiamo di affrontare  sempre tematiche contemporanee, perché, secondo noi, è fondamentale che il teatro si occupi delle problematiche dell’oggi. Questo è il suo ruolo sociale.

 

CB: - La vostra ultima produzione "La Gabbia" è stata accolta con grande consenso di pubblico e di critica. In quanto direttore artistico, pensa che sia necessario un intervento maggiore nell'ambito della produzione di nuova drammaturgia? 

 

Maria Cristina Ghelli: - Siamo orgogliosissime di questa nostra ultima  produzione che è stata recensita, riscuotendo grande approvazione, dai maggiori critici nazionali e rappresentata nei maggiori festival italiani,  riuscendo anche a ottenere un secondo posto ai Premi UBU come migliore novità italiana. Il tema del terrorismo è affrontato in questo testo di Massini attraverso un incontro-scontro tra una madre e la figlia terrorista. Incontro-scontro su un piano emotivo che rende la tematica comprensibile e alla portata di tutti; abbiamo proposto, infatti, il lavoro anche agli alunni delle scuole medie di Calenzano.

 

CB: - E’ molto interessante proporre un argomento come quello del terrorismo, “tema sensibile”, ai  ragazzi;  qual’e’ stato l’impatto su persone di quella fascia d’eta’?

Maria Cristina Ghelli: - Ottimo! E’ stato accettato benissimo dai ragazzi che, anzi, hanno compreso il tema dello spettacolo e lo hanno dimostrato nel rispondere ad un questionario, che abbiamo distribuito dopo la visione dello spettacolo. Hanno formulato delle considerazioni bellissime sull’aspetto sociale del problema, hanno citato le frasi più significative del rapporto tra le due donne, hanno evidenziato le distanze-differenze tra madre e figlia. Una madre borghese, scrittrice,  che va a trovare la figlia terrorista dopo tredici anni. Ci sono nel testo momenti di scontro violento, ma anche qualcosa di non detto, di affettivo (ma niente di sentimentale) fra queste due donne rappresentate benissimo dalle due attrici: Luisa Cattaneo e Maria Cristina Valentini. Una dura prova riuscita benissimo: uno spettacolo “politico”, di forte impatto emotivo.

CB: - Saltando da un argomento all’altro, ma non molto, e non seguendo più  la scaletta delle domande mi viene da chiedere che rapporto c’è tra la vostra realtà e quella del Teatro della Maddalena a Roma.

 

Maria Cristina Ghelli: - Sono entrata in rapporto con alcune delle donne di quella realta’, con Dacia Maraini, soprattutto, che dirigeva la Maddalena, nata negli anni settanta, un periodo storico del tutto diverso dal nostro. Donne, attrici, autrici,  che hanno continuato a lavorare nel teatro prendendo varie strade.  La realta’ de Il Teatro delle Donne è nata nel 1991, un altro periodo storico, con altri temi, altre problematiche.  Le donne che l’hanno promosso avevano già una propria storia, erano affermate nella loro professione, si sono incontrate per confrontare e capire se le loro esperienze individuali potessero dare luogo ad un progetto e ad una riflessione collettiva. Portare qualcosa di diverso in teatro, perché la vita delle donne è sostanzialmente diversa. Non è la stessa cosa guardare il mondo dalla finestra della cucina… o del soggiorno. La prospettiva è diversa per una donna…

 

CB: - La sua voce è molto evocativa in questo momento…

 

CB: - In quanto direttore artistico crede che sia necessario un intervento maggiore nell’ambito della produzione di una nuova drammaturgia?

 

Maria Cristina Ghelli: -Sicuramente sì. Soprattutto per quanto riguarda i riconoscimenti pubblici. Si parla molto in teatrodi drammaturgia, ma in realta’, in concreto, la si sostiene pochissimo. Si fanno produzioni con investimenti pubblici insufficienti, irrisori. Ci vorrebbe un impegno maggiore, anche per la pubblicazione di testi e per la traduzione dei nostri testi teatrali, per una maggiore diffusione del nostro teatro all’estero. Il teatro inglese francese, o anche quello canadese, invece, sono molto tradotti e molto presenti sulle nostre scene. Da noi soltanto alcuni personaggi - come Dacia  Maraini, ad esempio, tradotta in sedici lingue - sono molto tradotti quindi molto rappresentati nel mondo.

 

CB: - Bhe’ la Maraini ha una sua “identita’” ben precisa, ma a me sembra che anche la vostra realta’ abbia caratterizzazioni ben precise...

 

Maria Cristina Ghelli: - Facciamo la nostra parte, abbiamo dato spazio alla Scuola Nazionale di Scrittura teatrale diretta proprio da Dacia Maraini. Cerchiamo di creare dei nuovi autori e autrici di teatro, o perlomeno  un nuovo interesse per questo modo di scrivere, che è completamente diverso dalls crittura di un romanzo, per esempio. Nel corso di scrittura teatrale proponiamo agli allievi un percorso completo, che prevede l’elaborazione di un testo su un tema obbligato, di scriverlo collettivamente, seguiti da piu’ insegnanti, poi si procede con la messa in scena. Invitiamo sempre gli allievi a seguire anche il momento della messa in scena, delle prove,  del riadattamento del testo. Finché non si arriva alla prova del palcoscenico un testo non si può definire teatrale.

 

CB: - All'interno delle vostre tante attività c'è n'è una apparentemente minore...  l'esperienza  dell'annuario delle autrici... pensa  possa proseguire ed essere in questo senso sviluppata e rinnovata?

 

Maria Cristina Ghelli: – E’ un nostro obiettivo. Questa parte documentaria di raccolta dei testi, dell’aggiornamento e della diffusione degli stessi avviene anche attraverso rapporti e contatti con le universita’. Mandiamo testi a chi li chiede per lavoro o studio, aggiorniamo i curricula delle autrici; tutto questo lavoro però non è finanziato da alcuno, abbiamo quindi difficolta’ a mandarlo avanti sistematicamente.

Verso strutture come la nostra vi e’, non proprio discriminazione, ma disattenzione; strutture come questa hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Le attivita’ di ricerca e documentazione hanno bisogno di essere eseguite e finanziate con continuità, poiche’ sono parte integrante della nostra storia.

 

CB: Signora Ghelli è stata piacevole e interessante questa conversazione con lei, anche se telefonica; la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato.

Carmen Basile

 

 

 

 

Le foto che vi presentiamo sono del Teatro delle Donne e tutti i Diritti sono riservati.

 

 

 

 

Dallo spettacolo <i>La Gabbia</i>. Clicca sulla foto per il formato più grande.

 

 

 

 

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La platea del Teatro Manzoni - Clicca sulla foto per il formato più grande.

 

 

 

 

La vecchia fabbrica - Clicca sulla foto per il formato più grande.

 

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