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Carlo
Mollino - Mostra Fotografica - Museo Nazionale Alinari
Vincenzo
Circosta
Il
Museo Nazionale Alinari della Fotografia presenta la
mostra retrospettiva completa dell’opera fotografica di
Carlo Mollino, protagonista del design,
dell’architettura e della fotografia del ‘900,
riconosciuto dal mercato come il più ambito autore del
secolo appena trascorso.
A lui spetta il record mondiale
di prezzo di aggiudicazione di un mobile del ‘900:
3.800.000 dollari per un tavolo realizzato nel 1948.
L’opera di Mollino è costituita sempre da “pezzi
unici”, sia che si tratti di mobili che di fotografie.
L’elitario architetto non produsse mai alcuna edizione
delle sue immagini e firmò nella sua vita meno di 40
fotografie, copie uniche spesso ritoccate.
La mostra è organizzata dalla Fratelli Alinari Fondazione
per la Storia della Fotografia e dal Museo Casa Mollino.
La selezione dei suoi lavori fotografici è curata da
Fulvio e Napoleone Ferrari, fondatori del Museo Casa
Mollino, che dal 1985 hanno raccolto e analizzato in
numerose mostre e pubblicazioni internazionali la storia e
l’opera dell’architetto.
Attraverso 140 opere che vanno dal 1936 al 1973, ed alcuni
disegni e materiali storici a loro legati, la mostra al
MNAF svela i “mondi fotografici” di Mollino:
l’architettura, lo sci e, sopratutto, l’importante
corpus dei ritratti femminili, scanditi da tre nette
cesure temporali: l’anteguerra, gli anni ’50 e le
Polaroid negli anni ’60/’70.
Fin dagli anni ’30 Mollino appunta la sua attenzione a
cogliere il senso della fotografia, della sua specificità,
che è ben disgiunta da quella della pittura.
L’argomento è tutt’altro che scontato in quella prima
metà del ‘900 e con grande perizia Mollino lo affronta
e lo risolve, con i molti temi che toccano questa
“nuova” arte, stendendo nel 1943 un testo critico
intitolato “Il
Messaggio
dalla Camera Oscura”, che verrà pubblicato nel 1949,
ricco di un apparato iconografico di oltre 300 immagini
eseguite da 142 fotografi di tutto il mondo. Tra le tavole
pubblica parte del suo lavoro, inserendosi a pieno titolo
tra gli operatori “dell’ultima nata, figlia della dea
Mnemosine”: l’Arte fotografica.
Mollino,
professore presso il Politecnico di Torino, fonda un
laboratorio di fotografia nella Facoltà di Architettura.
Considera la fotografia come opportuno strumento per
intervenire ancora sulle proprie opere edificate esaltando
con ogni artificio tecnico e persino letterario
l’autentico spirito dei suoi interni e degli edifici.
Il vero soggetto delle sue fotografie appare essere
costituito, salvo alcune eccezioni tra gli anni 30-40,
esclusivamente da ritratti femminili ed è
specificatamente molliniano nel suo nascondimento (Mollino
“viveva” di notte, faceva perdere le sue tracce, non
rispondeva volentieri al telefono).
Sappiamo
oggi che in decenni di lavorio fotografico egli non ha
semplicemente ritratto modelle, ma ha preparato, per noi,
il Messaggio dalla sua Camera Oscura: il progetto di una
donna composta da centinaia di visi, di corpi e di
espressioni. E’ una donna esclusivamente fotografica,
l’autentico amore di Mollino.
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