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“Specchio
del transitorio e dell'effimero per Paola di Domenico, la fotografia è
quinta scenica, outopia - non luogo - in cui poter essere altro.
L'artista indaga ed interroga la natura ingannevole ed enigmatica della
fotografia, ventre in cui (ri)costruire, in un ambientazione storica
precisa - le texture optical usate, si ispirano ai design anni 60'-
un nuovo alter ego. Una memoria reinventata dal gusto glamour, in
cui echeggiano atmosfere fiamminghe, dadaiste e surrealiste; un fare,
luogo del sentire e della sospensione percettiva, in cui con ironia e
leggerezza, l'artista indaga il dramma dell'identità persa, mascherata
e ritrovata.”
[Raffaella Barbato]
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