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BERLINO:
LA LIBERTÀ OLTRE IL MURO
a cura di
Uliano Lucas
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Le
immagini di abili e pazienti reporter come Hiss B., Harmann, Jung, Hilde,
Leibning, Lehnartz, Becke, Stiebing H-P, Röhrbein e Wende attraverso
un’assidua presenza lungo il perimetro del muro, hanno offerto alla
maggior parte della stampa internazionale la rappresentazione della città
divisa e costruito negli anni il nostro immaginario sulla cortina di
ferro.
In
occasione della mostra Alinari24ORE pubblicherà un catalogo corredato
da immagini a colori e con testo in lingua italiana e inglese.
Arricchiscono
la mostra numerose iniziative culturali quali giornate studio, lezioni
di storia, letture, spettacoli, dibattiti, rassegne cinematografiche e
fotografiche; incontri il cui fine è quello di sensibilizzare ed
aiutare soprattutto i giovani a conoscere per non dimenticare.
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9
novembre 1989, una data epocale per il mondo intero: cade il muro di
Berlino, simbolo della guerra fredda, nella cortina di ferro che
attraversava l’Europa, lungo bastione di cemento precompresso di
quaranta chilometri, continuamente ampliato, rafforzato, sempre
presidiato.
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Il
muro di Berlino per quasi trent’anni è stato lo spartiacque fra il
socialismo reale e il capitalismo consumista, tra l’Occidente e
l’Oriente. Le immagini in mostra mostrano il filo spinato che divideva
la città prima della sua erezione, le finestre murate delle case che
davano sulla zona ovest, le morti e i tentativi di fuga, i saluti fra le
famiglie divise, le proteste ufficiali e popolari nella Berlino Ovest
contro la sua edificazione o per il suo abbattimento, così come i
murales che iniziano a colorare di aspettative le pareti occidentali del
muro negli anni ’80. Fino alla caduta del regime comunista nella DDR
nel novembre dell’89, con la grande festa popolare che celebra
l’evento, l’apertura delle frontiere, la gente finalmente libera di
circolare, e le bandiere che sventolano fra la folla con la definitiva
riunificazione delle due Germanie nel ‘90.
Attraverso il linguaggio crudo di una fotografia di cronaca
tutta concentrata sullo spazio fisico del muro, sulla retorica della
divisione così come su quella dell’unificazione, la mostra
restituisce il clima di una città sotto assedio; materializza, rievocando i muri di recinzione di un lager
– gulag la reclusione in cui era costretta metà Europa, sintetizza
l’asfissia della guerra fredda e contemporaneamente, come
dimostrano le foto che mettono a confronto diversi luoghi della città
prima e dopo la cesura storica dell’89, svela nell’apertura degli spazi affrancati da una presenza pesante,
una libertà di vivere che finalmente non è più “oltre il muro”.
Il
Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei
Diritti e della Libertà propone durante la manifestazione una
seconda mostra fotografica sul tema dei confini: L’assenza
dei confini/L’essenza dei confini (23 ottobre – 17 gennaio) su
progetto dell’antropologa Stefania Seghetti e del fotografo Paolo
Soriani, che si pone l’obbiettivo di fermare in parole e immagini il
vissuto dei territori lungo confine. Il Circolo
dei Lettori inaugura nella giornata di giovedì 24 settembre, con la
presenza di Lech Walesa leader di Solidarnosc, una lunga scaletta di
appuntamenti culturali con giornate studio, lezioni di storia,
spettacoli e letture. Collaborano all’iniziativa anche il Goethe-Institut
Turin e il Museo del Cinema
con una rassegna cinematografica dal titolo C’era
una volta il muro, la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
e l’Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini con un ciclo
d’incontri e infine la Fondazione 900 di Chivasso che ha la Germania
come Paese ospite all’interno della VI edizione del Festival
Internazionale di Letteratura I
luoghi delle parole e propone incontri e performance multimediali.
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