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In
E' La Luna, Non Il Sole Simona
Morgantini centra la sua ricerca sul simbolismo lunare,
come punto focale del percorso d’elaborazione di un suo
lutto recente.
L’artista indaga l’ambivalenza
dell’elemento femminile/materno, attraverso la
comprensione della propria “Luna interiore”, espressione
dell’inconscio; varco tra il regno della luce - fuori della
caverna platonica - e quello delle tenebre.
Nella
prospettiva junghiana la Luna è il simbolo in cui
convergono, intrecciandosi, importanti archetipi: quello
della Grande Madre, al tempo stesso protettivo e divorante,
o quello della Morte e della Rinascita.
Il
ciclo lunare inteso come permanenza dell’essere attraverso
le mutevoli vicende del divenire, è universalmente
rappresentato dalla spirale e dal cerchio.
Forme geometriche
dominanti nei lavori dell’artista (anche in foggia di
glifi o mandala) riproducono sulla tela un’esperienza
estatica e spirituale, in cui il divino si manifesta nel
Tutto, nell’energia primordiale che fa procedere il mondo
e dirige il flusso esistenziale.
L’uso
prevalente nella sua pittura di colori acrilici, acidi e
brillanti, le improvvise esplosioni luminose (inserimenti di glitter e perle) richiamano per certi versi, l'Arte
Psichedelica della fine degli anni Sessanta, con radici nel
Pop e un certo gusto orientale.
Un ricorso alla
controcultura può avere senso se essa scardina gli schemi
mentali obsoleti del tempo, opponendo una vitale azione
creativa al progressivo inaridimento della nostra vita.
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