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BICE
GARZONI
Il
suo interesse per la poesia, la letteratura, la grafia e le
arti visive, l'hanno portata a mescolare i vari generi
sovrapponendo e/o inserendo le proprie poesie ad immagini,
foto e collage.

"Io
scrivo poesie ma, nessuno legge poesie. Dunque il mio lavoro
nasce come provocazione: inserire parole (le mie) su
immagini. Uno scenario seducente, accattivante, intrigante.
L'occhio viene catturato, costringe all'avvicinamento, e lì
è spinto alla lettura, l'arrendevolezza alla disponibilità
discorsiva; o semplicemente dal gusto estetico e cela
comunque il concetto ideale.

Nell'economia sentimentale, il
linguaggio è minaccia, è un dire e ridire di slogan,
codici.
Io voglio rischiare, dire e ridire il taciuto e il
negato; tutto ciò di cui sono capace. Sono presa da questa
etica del Nulla; scansando il niente, uso la parola parlata,
la trasformo in visuale, in pura estetica.

Parole riscattate
per quello che vogliono dire, diventano strumento.
Dicono....
dicono. Ed è probabile che io scriva perché mi piace
farlo".
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