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    In Febbraio (2009) proponemmo il pezzo che segue inviatoci dalla Fondazione Menna di Salerno in occasione della rassegna "Arte di sera", lo riproponiamo perché molto interessante.

 

 Visione ed eversione di un artista totale, omaggio a Vladimir Majakovskij

Majakovskij (poeta, uomo di teatro, organizzatore culturale, teorico, politico, designer, pubblicitario, pittore) nutre verso il cinema una passione assoluta. 

Questa fatale attrazione è testimoniata da Viktor Sklovskij: “al cinema il poeta si divertiva come un ragazzo, come un pellirossa che vada a nozze”. 

A parte i contributi teorici ed i progetti, l'unica pellicola che è giunta fino a noi è La signorina e il teppista (1918) diretta da Evgenij Slavinskij (in collaborazione con Vladimir Majakovskij), lavoro liberamente ispirato a La maestrina e gli operai di Edmondo De Amicis. 

Il film è ambientato in un povero quartiere operaio e narra la storia del giovane sbandato Saltafinestra, che nel film ha il volto e la potente fisicità di Vladimir (e che al meglio lo mostra in quella “ruvidezza infinitamente fragile” nella bellissima definizione di Mejerchol'd). 

La storia è semplice e “classica”: Saltafinestra, ragazzo di strada, la cui esistenza è un misto d'arroganza, risse e disperazione… si redime nel nome dell'amore. 

Film dal taglio “mélo popolare” (Angelo Maria Ripellino) che molto si distanzia dalla tensione futurista di Majakovskij e per questo ancor più prezioso ed originale contributo per comprendere la complessità del grande autore di Bagdadi. 

La pellicola presentata - dopo una breve lettura di due poesie di Vladimir Majakovskij a cura del gruppo teatrale Mordimatti - verrà parallelamente “attraversata” da un re-mapping audiovisivo del collettivo d'arti multimediali Soundbarrier. 

Un ulteriore omaggio (tra visionarietà futurista, restyling audio-visivo e contaminazione elettronica) ad un grande maestro del Novecento:  

«Per voi il cinema è spettacolo. Per me è quasi una concezione del mondo. 

Il cinema è portatore di movimento. Il cinema svecchia la letteratura. Il cinema demolisce l'estetica. Il cinema è audacia. Il cinema è un atleta. 

Il trionfo del cinematografo è garantito, perché è soltanto la logica conclusione di tutta l'arte moderna» (Majakovskij).

   

 

 

 

Fondazione Menna

Alfonso Amendola Mario Tirino

Stefania Zuliani

 

 

 

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