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a
cura di Domenico
Monetti
Città
aperta. Vita culturale a Roma dal ’44 al ’68
“Città
aperta” è la Roma appena uscita dalla guerra. La Roma degli
alleati e del boogie-woogie, dei “paisà” e degli “sciuscià”,
di De Sica e di Rossellini.
La
Roma della Magnani e di Fabrizi, dei salotti e dei cenacoli
culturali, delle osterie e dei caffè letterari, del “Mondo” e
degli Amici della Domenica. La Roma delle prime visioni di
Visconti all’Eliseo, delle dispute tra realisti e astrattisti,
di Palma Bucarelli e di Renato Guttuso. La Roma di Flaiano e
Maccari, di Cardarelli (con il cappotto anche in agosto), de
"Il
bell’Antonio" di Brancati e dei "Racconti"
di Moravia, di Gadda, della Morante e di Pasolini.
E poi la
“Hollywood sul Tevere” tra via Veneto e Cinecittà, la
“capitale corrotta” del caso Montesi e della speculazione
edilizia. La città del Sistina e della moda ma anche dell’Anno
Santo, del Rugantino e della “Dolce vita”, di Fellini e di
Antonioni, di Bassani e di Soldati.
La Roma de "Il
sorpasso" e della Rca,
della Compagnia dei Giovani e del Gruppo ’63, di Parise, di
Schifano e della Scuola di Piazza del Popolo. La Roma della
scienza e dello “scandalo Ippolito”. La città bella e
possibile dove tutti si incontrano con tutti, con una gran voglia
di lasciarsi alle spalle le miserie e i drammi della guerra.
È
questa la Roma multiforme e scintillante raccontata da Gianni
Borgna nel suo documentario
Città
aperta.
Vita culturale a Roma dal ’44 al ’68
e che appare, in modi e forme diverse, nei due film proposti in
questa giornata, "Le
notti di Cabiria" e Una
vita difficile, mirabili contaminazioni fra l’“alto” e
il “basso”, attraverso l’incontro-scontro di personaggi
appartenenti a classi sociali diverse, che vengono tutti
risucchiati dal clima felice
di quegli anni, salvo poi subire o rivendicare la propria diversità.
Due film che rispecchiano un’epoca in cui realtà e mitologia si
confondono, alimentandosi a vicenda, e in cui appare del tutto
credibile che una prostituta trascorra una notte nella villa di un
celebre attore, come avviene ne "Le
notti di Cabiria", o sia possibile a un modesto giornalista
farsi strada in un mondo apparentemente dorato, dove, però, anche
la celebrità ha un suo prezzo, come in "Una
vita difficile".
E dove anche la cultura, spesso, è al
servizio di altri interessi. Una realtà, quindi, difficile da
decifrare, che oggi ci appare, inevitabilmente ma forse
giustamente, leggendaria.
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