The last Laneri's CD - Sentimental Journey

 

 

Qualora voleste ascoltare le originali note del Maestro Roberto Laneri, adesso potreste farlo digitando il seguente indirizzo web che vi condurrà allo spazio del maestro su MySpace:  http://www.myspace.com/robertolaneri  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

440, or 442, or 445? That's the question!

 

   

 di Roberto Laneri   

Le cosiddette “bufale” su internet non finiscono mai di stupire. Decisamente le vie della creatività umana sono infinite; dispiace solo che spesso essa sia rivolta a futili esercizi di disinformazione, nel migliore dei casi. La rete sta diventando qualcosa di simile alla Biblioteca di Babele di Borges, massa d’informazione che si direbbe dotata di vita propria e che si  moltiplica all’infinito… very interesting.

Oggi, coerentemente con il titolo di questa rubrica, mi occuperò di una bufala che riguarda la musica e il mondo del suono, e più specificamente il diapason.

Il diapason, sorta di forchetta metallica che si acquista per pochi euro in qualsiasi negozio di musica, può essere considerato uno standard di misura, una sorta di metro musicale che fa sì che strumenti diversi possano, come si dice, “accordarsi” sulla stessa nota.

Prima dell’inizio di un concerto sinfonico tutti gli strumentisti preludiano caoticamente, per scaldare lo strumento, le dita, le labbra. Dopodiché il direttore d’orchestra sale sul podio, se necessario li zittisce, e in un silenzio molto significativo e carico di tensione, il primo oboe “da il la” su cui si accorda il resto dell’orchestra.

Il suono, come sappiamo, avviene nell’aria. Se John Coltrane avesse suonato Interstellar Space, per l’appunto, nello spazio, non avrebbe potuto udire nemmeno se stesso.

Perché si produca suono occorre che qualcosa[1] vibri periodicamente nell’aria, e che la vibrazione si trasmetta con delle onde di pressione regolari, per meglio dire periodiche.

Questo significa che i rebbi del diapason, sorta di forchetta metallica che si acquista per pochi euro in qualsiasi negozio di musica, oscillano 440 volte in un secondo[2] per il la centrale.

Ora, è pur vero che 440 è la frequenza ufficiale, ma in pratica spesso si suona a 442, quando non addirittura a 445.

È il cosiddetto “suono brillante”, com’è ovvio che sia, data la tensione maggiore a cui sono sottoposti i materiali degli strumenti e gli esecutori stessi.

In molti casi gli stessi strumenti si sono “evoluti” per poter accomodare carichi di tensione maggiore. Il telaio in acciaio del pianoforte deve resistere a tensioni molto più forti del clavicembalo; le corde di metallo hanno rimpiazzato le corde di budello negli archi e via discorrendo.

Anche l’esecutore accusa lo stress di un’accordatura troppo alta, il che si capisce benissimo se pensiamo che la pressione dell’aria spostata dal proprio strumento va a colpire in prima battuta l’esecutore stesso. Se poi pensiamo alla voce, i cantanti lirici già normalmente la sottopongono ad un training per molti versi simile quelli degli sportivi, e dunque l’aumento della tensione nelle corde vocali derivato dall’innalzamento del diapason, anche di pochi Hz, può risultare devastante. Del resto è sempre stata pratica comune nel melodramma “trasportare” un aria mezzo tono o anche un tono sotto quando i cantanti non sono in serata.

Altro esempio di conseguenze di un’accordatura troppo alta: la scarsità di tenori in grado di cantare la parte, oggi troppo acuta, della Missa Solemnis di Beethoven. Per cui sarebbe già molto che venisse fatto rispettare il diapason a 440, come spesso di dice a proposito delle leggi.[3]

Fin qui, il buon senso, che si può estendere anche ad auspicare un leggero abbassamento del diapason. Dico “auspicare” perché non avrebbe alcuna probabilità di riuscita.

Infatti gli strumenti musicali vengono tarati in fabbrica e venduti nei negozi per il diapason a 440, e se per gli archi non è un grosso problema intonarsi su un’altra frequenza di riferimento, per i fiati non sarebbe possibile scendere a 432, come vorrebbero i promotori della bufala in questione, perché la lunghezza del tubo non si può manipolare oltre dei limiti davvero ristretti senza alterare le proporzioni (intervalli) esistenti.

Il risultato sarebbe che, digitando l’esecutore una scala qualsiasi, gli intervalli all’interno di quella scala uscirebbero completamente falsi. In effetti 440 è uno standard davvero ottimale per gli strumenti a fiato; non a caso fu a suo tempo adottato in tutto il mondo per le pressioni delle bande.

Se il diapason ufficiale scendesse a 432, tutti i flauti, clarinetti, oboi, fagotti, sax etc. diventerebbero inservibili (non sarebbe possibile “convertirli”).

È vero che  di solito chi suona musica antica si accorda a 435 (e comunque non 432…), ma per questa musica esiste tutta un’industria/artigianeria che produce strumenti tarati su questa frequenza, comunque inservibili per altri tipi di musica.

Ripeto, siamo nei limiti del buon senso.  Ma se andiamo a digitare rivoluzione omega su Google, troviamo, a proposito del diapason a 440

…una cosa che davvero non sapete. (…) una causa predominante del disequilibrio armonico della nostra società è dato anche da una disarmonia di frequenze musicali voluta da Roma.

Insomma, addirittura una cospirazione delle forze del male, una “disarmonia del suono intenzionalmente voluta”. Che Roma fosse ladrona, si sapeva. Ora si sa che è anche stonata. Comunque sia, c’è un rimedio: unirsi al movimento

      

      … che unifica tutti i campi, le culture, la tecnologia, la tecnologia interiore e naturale, lo sciamanesimo, il buddismo, la tecnologia di trasmissione, Internet e la Rete interiore, le culture musicali, i campi  artistici  e l'intera umanità nella Rivoluzione Omega post-gnostica Pan-Gaiana,  usando le armoniche, il linguaggio della creazione e il DNA.

per (ri)portare il diapason a 432 Hz. Come se quanto sopra non bastasse, viene citata come pezza d’appoggio una lettera di Verdi alla commissione musicale del governo nel 1884, che non è altro che un invito, da buon operista pragmatico che non vuole sforzare oltremodo le voci dei cantanti, ad abbassare il diapason a 435, secondo lo standard di Parigi:

 

Sarebbe grave, gravissimo errore, adottare come viene da Roma proposto un diapason di 450 vibrazioni.

 

Certo che sarebbe un grave errore, talmente grave che si correggerebbe da sé, dal momento che nessun orchestra riuscirebbe ad accordarsi.

 

E comunque, personalmente non riesco a leggere, nel come viene da Roma proposto verdiano nulla di più della pur giustificata diffidenza di musicisti e insegnanti di conservatorio verso il Ministero e i suoi burocrati, visti come intenti a distruggere la musica in modo anche caricaturale, vedi l’errore di scrittura di qualche impiegato pre-kafkiano.

 

Insomma, in fatto di ipotesi fantasiose, Dan Brown ci fa la figura del dilettante!


[1] Esempi di “qualcosa”: corde, ance, le labbra del suonatore nel caso degli ottoni e del didjeridoo, le pelli e le lamine degli strumenti a percussione.

[2] 440 Hertz (hz), o periodi.

[3] le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare.

[4]I can resist anything but temptation, (Oscar Wilde)

Roberto Laneri

                                                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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