The last Laneri's CD - Sentimental Journey

 

 

Qualora voleste ascoltare le originali note del Maestro Roberto Laneri, adesso potreste farlo digitando il seguente indirizzo web che vi condurrà allo spazio del maestro su MySpace:  http://www.myspace.com/robertolaneri  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Resisto a tutto, fuorché alla tentazione

di Roberto Laneri

In questi giorni si è parlato molto, per via di ricorrenze di date che assomigliano a riti millenaristici, di Fabrizio di Andrè. Si parla anche molto di un intervento di Uto Ughi a proposito di un pianista il cui nome non scrivo nemmeno, il che, dopo averci pensato molto, credo sia la cosa più giusta da fare.

De Andrè, invece. Anche qui voglio dire il meno possibile, nel senso che tutto ciò mi riguarda molto poco in quanto riguarda molto poco la musica, che è la cosa di cui preferisco parlare. Comunque se penso che a suo tempo si ventilò questo nome per intitolare l’Auditorium di Roma, assieme ad altri non meno bizzarri, come di quello di Lucio Battisti, mi vengono i brividi. Mi sembra sia in atto una gran confusione di ruoli, forse normale in un paese dove diventare ministri è più facile che iniziare un’attività.

Allora, esiste il mondo dei musicisti e quello degli altri. Inutile dire che il secondo è più numeroso, senza contare che nel mondo dei musicisti corrono faide che nemmeno dentro Rifondazione Comunista. Comunque sia, comincio a pensare che, eccetto per un interfacciarsi su un piano di sfruttamento commerciale reciproco (i non-musicisti comprano, o dovrebbero comprare, i prodotti dei musicisti e viceversa), tra i due mondi vi sia non poca incommensurabilità.

Siccome tenere una rubrica così è una tentazione[1] troppo forte a parlar male di qualcuno, perché la cosa abbia un senso in genere viene demandata ai critici, la cui funzione è essenzialmente di mediare tra i due mondi, e la cui posizione personale è (o dovrebbe essere) neutrale. Tutto al contrario, i veri musicisti non sono mai neutrali, proprio in quanto devono essere intimamente convinti che la propria musica sia migliore di quella degli altri. In altre parole, ci devono “credere”, né più né meno di chi vende ortaggi al mercato.

In genere una musica può essere analizzata, e quindi criticata, secondo vari punti di vista. Per cominciare, quello tecnico. Questo punto si direbbe essere molto importante per i musicisti, e poco o affatto per i non musicisti. Ciò accade perché quest’ultimi in genere non sono in grado di giudicare riguardo agli aspetti tecnici.  Bisogna comunque dire che oggi le tecniche di registrazione, riproduzione e manipolazione del suono consentono di falsare molto le carte, in qualsiasi genere di musica. I musicisti invece rispettano molto la tecnica altrui (“è un …., ma c’ha una gran tecnica”), perché è l’unico campo che si sottrae allo loro totalizzante soggettività.

In effetti, cosa si potrebbe dire di tutto il resto, se non che rientra nella sfera di espressione personale di ogni individuo. Tuttavia, a parte questo, esiste in tutte le arti una sorta di metagrammatica dell’espressione, che è indispensabile conoscere proprio per poterla violare consapevolmente, “per volontà” e non “per caso”. Questo perché il “caso” che risulta da processi naturali ha sempre una sua bellezza, che è la cosa più difficile da imitare da parte di esseri umani. Alcuni, come John Cage e Watazumido Shu-so (un maestro zen  che ha scelto il suono come veicolo), vi sono andati molto molto vicini.

Quanto alla grammatica della “volontà”, certamente istintiva per i genii, altrettanto certamente può essere appresa. Una delle mie lamentele più ricorrenti riguarda la mancanza in Italia, fino a tempi recenti, di quei corsi di music appreciation che rendono la cultura anglosassone molto più ricettiva e rispettosa della musica. È opinione abbastanza fondata che se 4 tedeschi possono cantare un corale di Bach, un italiano non riesce a cantare da solo nemmeno ‘O sole mio.

In altre parole, c’è differenza tra una lettera sgrammaticata e una poesia ermetica, e chi non se accorge semplicemente non capisce abbastanza di arte in generale. E in effetti non è detto che tutti debbano interessarsi di arte. Per molte persone l’arte è un’entità del tutto superflua. Personalmente credo che anche il protozoo o l’ameba più unicellulare abbiano comunque delle preferenze rispetto al proprio benessere pesonale, che se non si possono proprio definire artistiche in un certo senso si avvicinano ad una tra le tante idee intorno all’arte. E cioè quella che l’arte debba contribuire al benessere, nel senso che un ambiente “artistico” fa scattare sensazioni gradevoli, migliora la circolazione del sangue etc. etc. Insomma, è sempre bene cercar di capire, caso per caso, quanto i cosiddetti “gusti” siano autoctoni o indotti, il che, ripeto, si può capire solo caso per caso.

Comunque sia,  è noto che i gusti dei musicisti ben raramente coincidono con quelli della massa (i musicisti sono convinti che i gusti del pubblico siano largamente pilotati e influenzabili da fattori extra-musicali).

Immaginiamo che in un mondo senza musicisti vi sia un’automobile che, per varie ragioni, risulti difettosa e quindi anche pericolosa. La cosa sarebbe largamente pubblicizzata e si tradurrebbe in un grave danno, economico e d’immagine, per la casa produttrice, che ritirerebbe il prodotto. A mio parere, Uto Ughi non ha fatto altro che segnalare un prodotto difettoso. Pericoloso? Chi ama il paesaggio sonoro, sa che anch’esso deve essere protetto, né più né meno  di quello fisico, e che la cattiva musica è una truffa, come la frode sportiva e il cibo adulterato.

Alla fine, in ciò che determina il successo commerciale di un musicista, entrano fattori extramusicali, più di quelli strettamente musicali. E dal momento che il grosso pubblico, per sua stessa ammissione, non “capisce” la musica, giudica secondo criteri che ai musicisti risulteranno comunque incomprensibili.



[1] “Resisto a tutto, fuorché alla tentazione!” (Oscar Wilde)

Roberto Laneri

 

                                                                               

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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