Qualora voleste ascoltare le originali note del Maestro Roberto Laneri, adesso potreste farlo digitando il seguente indirizzo web che vi condurrà allo spazio del maestro su MySpace:  http://www.myspace.com/robertolaneri  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note Internèt-iane    

 di Roberto Laneri  

Sì, prima o poi se ne sarebbe parlato, e comunque sia il momento è arrivato adesso, almeno di cominciare a parlarne.  Dei rapporti tra l’informatica (e quindi il computer, la rete—altrimenti detta internet) e la musica.

A proposito di internet, vorrei lanciare qui un appello per la corretta pronuncia della parola: internèt con l’accento sull’ultima sillaba e non (horribile auditu!) sulla prima. 

Anche se l’appello in questione ha buone probabilità di rimanere il più inascoltato e ignorato della storia, passerà sicuramente a quest’ultima come pietra miliare dei diritti degli auditivi, e cioè di coloro che privilegiano i dati dell’udito nelle loro strategie percettive e comunicative. 

Io comunque continuo a dire internèt, a rischio di essere irriso e vilipeso come un incolto, come chi (giustamente) dice Èdipo e non Edìpo.

(En passant, l’accento sull’ultima sillaba vale anche per Keith Jarrett e Buddy Collette, garbato jazzista nero ma non troppo di area californiana, anni ’60-’70).

E quindi, vorrei parlare di un frammento della rete, il sito myspace.com,

Preferisco sorvolare su facebook. Quasi costretto, come dicono tutti gli snob, ad iscriversi per le pressioni degli amici, tuttavia a screditarlo ai miei occhi—pardon, orecchi, resta il fatto che non è possibile mettere musiche sul proprio sito. Per cui facebook mi sembra un luogo dove si scambiano foto on-line, icone con o senza musichette, animazioni, biglietti di auguri, inviti ad eventi, insomma tutti i moderni santini della comunicazione, che però penalizza la percezione auditiva, già abbastanza penalizzata dallo standard mp3, ma questa è un’altra storia già in parte sfiorata nel numero dello scorso marzo.

Attenzione, vorrei precisare che non appartengo affatto ai fondamentalisti anti-computer, che non sanno nemmeno attivare la rubrica del telefonino e custodiscono i numeri importanti della propria vita in una preziosissima agendina, a mo’ di consunta reliquia a rischio perenne di perdita irreparabile. 

Limitando la discussione  all’area della comunicazione personale, ritengo ad esempio che la posta elettronica sia uno strumento semplicemente meraviglioso, che consente vera comunicazione, quasi istantanea, con tutto il mondo. 

Quanto all’utilizzo dello strumento, vale a dire cosa metto e cosa ricevo nei miei messaggi, è tutto un altro discorso in cui al momento non voglio entrare, se non per dire una cosa fin troppo ovvia, e cioè che qualsiasi strumento comporta rischi direttamente proporzionali alla sua potenza, che vanno valutati caso per caso. 

Insomma, mi sembra che la possibilità di corrispondere con i miei amici in Australia valga bene la ricezione di messaggi indesiderati, che comunque richiedono un minimo di attenzione per la loro eliminazione. 

A volte riescono anche divertenti: personalmente mi piacciono soprattutto quelli che cominciano con “prego controllare suo conto”; in secondo luogo quelli che non sanno a chi affidare venti milioni di dollari e vorrebbero regalarmene un 30%,  ma anche questo è un altro discorso.

Anche myspace è un sito di contatti, ma quello che lo rende diverso è la presenza di una categoria “musica”, dove i musicisti “diventano amici”, come si dice con orrenda espressione, una delle più finte dell’era della comunicazione (però anche nei western si chiamano tutti “hey, amico!” e due minuti dopo si sparano addosso…).

Insomma, che significa “essere amici” su myspace? Quando ricevo una richiesta di amicizia da parte di qualcuno che conosco bene, mi verrebbe da dire “credevo che fossimo già amici…”; se la ricevo da qualcuno che non conosco, be’, dipende.

Personalmente non accolgo tutte le richieste che ricevo, come secondo alcuni si dovrebbe fare. Accolgo sempre le richieste di chi fa musica che in qualche modo mi interessa o che mi incuriosisce, in altre parole devo sentire un senso di affinità. 

In genere non rispondo a richieste che non includano un messaggio personale che indichi che almeno hanno sentito la mia musica, soprattutto quando vengono da persone che hanno 20.000 amici e oltre (io ne ho 220, dei quali la maggior parte sono amicizie soltanto virtuali).

Una cosa che trovo veramente bizzarra è includere tra le proprie amicizie musicisti defunti, spesso da secoli. Per quanto adori Bach e Debussy, non li metterò mai nel mio sito come amici: mi viene da dire, l’amicizia per dirsi tale necessita di immanenza. Senza contare che se dovessi includere tutti i musicisti che mi piacciano e dai quali posso imparare qualcosa, avrei bisogno di un sito sterminato.

Una volta ho ricevuto una richiesta da una ventitreenne di Bratislava che faceva musica rock sul satanico spinto. Dapprima ho pensato di non rispondere, poi mi sono incuriosito, sia sulle sue motivazioni estetico-musicali, sia sul perché avesse scelto proprio me, per cui le ho scritto un messaggio il cui contenuto tradotto era all’incirca del tipo “forse possiamo anche diventare amici, ma vorrei capire perché”. Non ho mai ricevuto una risposta.

Chi vuole veramente comunicare comunica anche con, o nonostante, myspace e altro, chi non vuole usa degli strumenti di comunicazione male, a fini di non-comunicazione. Ad esempio, pare che sia in atto su myspace una sorta di corsa a chi ce ne ha di più (di amici). 

È facile, basta scaricare qualche centinaio di nomi ogni volta che ci si siede al computer ed inviare le richieste. Moltissimi non rifiutano mai. Ma a mio avviso diventare amici di chicchessia significa in qualche modo assumersene una responsabilità, non per niente si dice che gli amici dei miei amici sono miei amici.

Quello che potrebbe essere veramente interessante usando myspace è collaborare scambiandosi files. Un altro modo per la musica di trascendere il tempo e lo spazio, che può dare risultati  che sfidano l’immaginazione. 

Tuttavia le poche volte che ho proposto una collaborazione del genere ho trovato sorpresa e disinteresse dall’altra parte, forse perché il sogno proibito (nel senso di inconscio) degli utenti di myspace musica  non è tanto quello di collaborare, quanto che tutti ascoltino le loro cose sul loro sito, per magari essere “scoperti” e diventare myspace famous. 

Per cui le cose altrui si ascoltano distrattamente o per pochi secondi (come fanno coloro il cui lavoro è ascoltare e valutare i demo per le case discografiche).  

Soltanto recentemente ho trovato quello che sembra un sincero entusiasmo in due musicisti, una cantante italiana e un saxofonista argentino. Poi ho avuto un crash di sistema nel quale ho perso 500 giga di dati, tra cui le cose su cui volevo lavorare. Ma anche questa è un’altra storia.

Come dire, le buone idee richiedono energia e lavoro per essere attuate.

Vi farò sapere.

Roberto Laneri

                                                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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