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ASCOLTI
DI FINE ANNO
di
Roberto Laneri
Cosa
vorrei trovare sotto l’albero?
In
primo luogo l’albero.
Sono
sull’Eurostar alta velocità Roma Milano, che parte con un
ritardo di 25 minuti.
Davanti
a me una donna infernale parla al telefonino a voce altissima.
Il vano consueto appello del capotreno a spegnere o almeno
abbassare la suoneria del cellulare non è nemmeno
intelligibile, tanto è vero che l’infernale essere dopo un
po’ fa una pausa di 10 secondi tra una telefonata e l’altra
e mi chiede cosa diceva il messaggio.
Glielo dico, e per tutta
risposta mi guarda con occhio vitreo e fa un altro numero.
Dall’altra
parte del corridoio, vale a dire a mezzo metro di distanza,
viaggia una band di ragazzini. Sembrano cinesi, ma l’accento
è pesantemente romano. Appena il treno si mette in movimento
tirano fuori chitarre, bacchette e tamburi e cominciano a
suonare.
Cioè, non proprio a suonare, nel senso che ognuno
maltratta individualmente il proprio strumento. Li invito
abbastanza fermamente a smettere, e lo fanno, ma dalla loro
espressione è chiaro che non capiscono, e comunque non gli sono
simpatico.
Una
volta girava una barzelletta su ciò che è proibito e ciò che
è permesso:
“In
Inghilterra vi sono cose proibite e cose permesse; in Francia
tutto è permesso eccetto ciò che è proibito, in Germania
tutto è proibito eccetto ciò che è permesso, in Unione
Sovietica tutto è proibito, anche quello che è permesso; in
Italia tutto è permesso, anche quello che è proibito.”
In un
paese come l’Italia, così disabituato al rispetto delle
regole che anche le leggi vengono cambiate per non rispettarle,
invitare la gente a fare meno casino deve essere stupidità pura
(da parte mia).
Ho nostalgia di Unione Sovietica.
Quindi,
più che le cose che vorrei trovare, vi sono cose che non vorrei
trovare:
-
vorrei
un anno senza tenori, veri o finti che siano;
-
vorrei
un anno senza musical cosiddetti spettacolari, però
pallosissimi (sto meditando su un prossimo articolo sull’idea
di “spettacolare”, ma di questo altrove);
-
vorrei
un anno senza (finti) pianisti, vedi intervista di Uto Ughi sulla Stampa del 24.12.08 ;
-
vorrei
un anno senza festival di Sanremo e senza prime della Scala;
-
vorrei
che qualcuno inventasse un dispositivo che abbassasse
automaticamente di 10 db i rumori molesti, una specie di filtro
contro il paesaggio sonoro lo-fi;
-
vorrei
che nei treni, nei ristoranti e nei luoghi pubblici in genere vi
fossero luoghi distinti e separati per chi vuole il rumore e per
chi vuole (un relativo) silenzio, un po’ come tra fumatori e
non-fumatori;
-
vorrei
che i politici in TV avessero una specia di clessidra
elettronica a tempo che gli toglie automaticamente l’audio
quando sforano;
-
vorrei
sanzioni per quelli che parlano “sugli” agli altri e che,
come si suol dire, “si parlano addosso” (sanzioni che
crescono in ragione dell’intensità del disturbo);
-
vorrei
un anno senza canzoni di Apicella, e anche senza il suo
paroliere;
-
vorrei
anche delle cose in positivo ma non oso chiedere (o forse sì,
il prossimo mese). Mi sembra che il mondo sarebbe già un posto
assai migliore senza quelle di cui sopra.
Roberto
Laneri
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