Kult Art Magazine - Rivista mensile di Arti e Cultura: Arte dell'Ascolto

 The last Laneri's CD - Sentimental Journey

 

 

Qualora voleste ascoltare le originali note del Maestro Roberto Laneri, adesso potreste farlo digitando il seguente indirizzo web che vi condurrà allo spazio del maestro su MySpace:  http://www.myspace.com/robertolaneri  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Speciali Effetti Musicali

di Roberto Laneri

Oggi dai telegiornali ho appreso dell’ultimo allarme tra i tanti che periodicamente si diffondono. Sembra che esista un tipo di musica che, se ho ben capito, interferisce con le strutture cerebrali in modalità allucinogena, per, appunto, destrutturarle alla maniera di una droga qualsiasi.  

Anzi, nemmeno tanto qualsiasi, se è vero che vi sono musiche che vengono vendute per il loro “effetto marijuana” (o “hashish”, o “cocaina”). L’effetto droga si verifica perché i principali ritmi cerebrali hanno frequenze precise (che non vi sto a ridire, basta andare  in rete) e la musica, si sa, è fatta di frequenze, che, per inciso, interferiscono e come con quelle cerebrali. 

Anzi, si potrebbe ipotizzare una definizione possibile della musica come una via d’accesso*, spesso

*altre vie d’accesso per giocare con le frequenze cerebrali comprendono, tanto per dire, l’arte, l’amore, la meditazione e simili. Viene in mente il crimine di sesso orale, che sarebbe o era fino a non molto tempo fa ancora proibito in Florida, dove tuttavia pare che la legge, come si suol dire, sia stata sconfitta.

sapientemente programmata, a effetti droga indotti con i suoni.

Non ho capito cosa succederà a chi compone, produce, fa ascoltare, diffonde, compra e vende musica di questo tipo, che comunque, secondo gli allarmisti, dovrebbe essere proibita. Probabilmente si potrebbero immaginare iniziative di controllo alla “grande fratello”, per cui tramite un software unico, una sorta di karaoke alla rovescia, saranno rimosse le frequenze colpevoli.

E’ chiaro che tutta la musica, anche quella rispettabile del passato occidentale, dovrebbe (dovrà?) essere sottoposta a censura preven(di)tiva.

Eh già, perché se è facile additare le musiche talmente ricolme di frequenze poco rispettabili che andrebbero messe al bando*, e comunque una volta rimosse quest’ultime (frequenze poco rispettabili) rimarrebbe ben poco**, (un po’ come ben poco rimane  della musica dei Beatles quando se ne accennano al pianoforte i motivi, perché la musica dei Beatles era fatta, lo dice la parola stessa, dai Beatles, dai loro suoni individuali e dalla prodigiosa sinergia del loro suono collettivo), è meno facile individuare gli elementi da proibire che si celano in musiche che credevamo innocue.

Dunque, tutta la musica cosiddetta “psichedelica”, sia in senso stretto (nel caso di una musica che si autopropone come tale; es.: il “rock psichedelico”), sia in senso universale, come qualsiasi musica che ci fa in qualche modo “viaggiare” in luoghi e tempi altri rispetto al beta-conformismo* che in mille modi più o meno subdoli ci viene pro(im)posto.

*Beta-conformismo nel senso che lo stato di coscienza beta è quello della vita di tutti i giorni, nella quale il quotidiano diventa routine.

Come per esempio la musica di Bach (o di Schubert, di Wagner, di Schumann…). Tutta musica, insomma, che per ragioni ampiamente trattate dalla musicologia più colta si può di volta in volta definire sia da sballo” sia “sublime”. E che quindi deve essere depurata degli elementi psicogeni, come ad esempio il meraviglioso a solo di clarinetto che apre l’Incompiuta di Schubert sul mormorio degli archi, o anche quella scena lì della morte dell’Isotta (quella che se esiste un erotismo in musica* vincerebbe

*Esiste, esiste…

sicuramente il primo premio) che, diciamolo pure, si potrebbe facilmente sostituire con un paio di accordi in minore.

L’alternativa (è l’idea di quello che rimane del centrosinistra) sarebbe di limitare comunque le capacità della musica

Ma allora, non si farebbe prima a lobotomizzare direttamente i potenziali ascoltatori di musica tout-court, come a dire, praticamente quasi tutti?

Come?

Be’, per esempio si potrebbero sostituire le frequenze  colpevoli con una sola micidiale frequenza che ridurrebbe chiunque la ascolti allo stato di robot decerebrato (il che, in seguito ed eventualmente, potrebbe pure tornare comodo). Così la musica diventerebbe veramente per tutti, senza frequenze vastase e troppo propense a interagire promiscuamente con le frequenze cerebrali.

P.S.: nei TG ogni tanto compaiono anche buone notizie. In quello stesso che ha ispirato l’articolo precedente, ho appreso che in Olanda è stato largamente proibito il fumo in pubblico, ma solo quello di tabacco.

Roberto Laneri

 

                                                                               

 

 

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