The last Laneri's CD - Sentimental Journey

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perche' "Arte"?                                     versione stampabile

 di Roberto Laneri         

Perche', dato che non e' possibile, per i limiti della nostra percezione, ascoltare l'intero universo (v. Bardo Thödol. Le porte della percezione, et al.) - (il che non sarebbe arte bensi' la totalita'), la risposta è comunque sogettiva (il che e' arte).

Forse qualcuno ricorda gli esperimenti di Ernst Chladni, un fisico viennese che, curiosamente (coincidenza? sincronicita'?), nacque l'anno della nascita di Mozart (1756) e mori' l'anno della morte di Beethoven (1827). 

Chladni, un fisico importante e originale, nonche' inventore di strumenti musicali, fu il primo a dimostrare, in modo chiaro e inequivocabile, uno dei poteri del suono fino ad allora catalogato come esoterico e indimostrabile, e cioe' la capacita' di spostare fisicamente la materia (mito delle origini delle piramidi).

Chiunque puo' replicare alcuni degli esperimenti di Chladni: a esempio bastera' ricoprire di sabbia una membrana o un piano metallico (perfette le vaschette del forno) e metterle in vibrazione (con una bacchetta o un archetto per vedere la sabbia disporsi secondo linee di forza (v. le songlines o "linee dei canti" aborigene) che disegnano le forme geometriche tipiche delle strutture (orientali ma non solo) dette mandala.

Allora, alcune definizioni dell'ascolto:

1 - Presa di coscienza di un movimento di materia (atomi, molecole, etc.);

2 - Modalita' sensoriale attiva;

3 - Uno dei tanti fenomeni di risonanza, per i quali si diventa tutt'uno con la fonte (o l'esperienza) sonora, per cui chi sa ascoltare sa relazionarsi (con altri esseri umani, animali, cose). Saper ascoltare, infatti, non è decifrare il significato, ma il significante (chi produce il suono);

4 - Un processo di autointonazione (attunement).

Non basta udire per saper ascoltare, come non basta guardare per saper vedere.

Ci si pone una domanda, la risposta alla quale è fondamentale per il comportamento, e quindi di carattere essenzialmente etico: ascoltare significa eliminare i disturbi o lasciare che questi avvengano senza perdere il proprio centro?

La musica è quindi per noi il substrato del linguaggio stesso. Ne è la base. Ne scopriamo le qualità a seconda di ciò che essa risveeglia con lo scorrere di questa infrastruttura. Le fondamenta lasciano intuire l'edificio. Meglio ancora, questo principio apparente puo' essere gia' mirabilmente costruito, come le volte a ogiva che avevano ricoperto templi prestigiosi, su cui furono costruiti edifici non meno sontuosi. Le sovrapposizioni successive si proiettano nello spazio, come l'espressione sempre piu' elaborata di un modello di base, che conferisce gia' di per se stesso il genere e il tono di cio' che sara' generato in seguito su questa materia prima. /(Tomatis, Perche' Mozart?, Ed. Ibis, p. 60)

Se quanto sopra è vero, ne deriva che la musica in ogni epoca è parte determinante del paesaggio a tutti gli effetti, allo stesso modo sia di fiumi, montagne e altre configurazioni naturali, sia di architetture e altre strutture costruite dall'uomo. Parte determinante vuol dire che una volta che una struttura esiste essa si pone come un fattore che modifica, e quindi determina, il comportamento del resto del mondo (esseri umani, animali e cose intesi come individui e come aggregazioni di individui). La presenza di un corso d'acqua, a esempio, determina particolari comportamenti da parte di un viaggiatore che deve attraversarlo, influenza la temperatura e la composizione dell'atmosfera, contribuisce alle mutevoli qualita' della luce.

Un lavoro come l'Offerta Musicale di J. S. Bach, quindi, è parte del paesaggio europeo ne' piu' ne' meno delle Alpi o di Notre Dame.

Tuto questo comporta anche una responsabilizzazione di chi fa musica: in realta' la cattiva musica  e' simile all'abusivismo edilizio, e altrettanto nociva. 

In un tempo di crisi dell'ascolto, saper ascoltare significa sospendere momentaneamente il proprio ego e dare all'interlocutore, sia esso musica o qualsiasi altra cosa, la disponibilita' che merita (v. Pantajali, Yogasutra, definizione dello yoga come "sospensione delle funzioni mentali").

Roberto Laneri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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